Il lato positivo

Mi sei sempre piaciuto. Fin da bambina. Sognavo di intrattenermi con te, accarezzare le tue mani, sorriderti e correre insieme felici. Quando, da ragazzina, ci siamo frequentati per un po’, io non avevo idea di quello che stessi facendo. Ora capisco che, goffamente, tentavo di fare ciò che non avrei mai potuto imparare da sola. Avevo bisogno di una guida, di essere più consapevole e presente.

Ci siamo ritrovati da grandi, io avevo 35 anni e tu…quell’età indefinita, secoli di saggezza e un temperamento moderno. Abbiamo iniziato un bellissimo cammino insieme, ero entusiasta, quei piccoli passi che facevamo insieme mi riempivano di gioia. Non vedevo l’ora di presentarti agli amici, passare serate spensierate insieme, di quelle in cui il vino non finisce mai e c’è tanta voglia di cantare. Quando finalmente mi sono sentita pronta a presentarti, non è stato il trionfo che speravo: io ero impacciata e tu non mi aiutavi, siamo rimasti lì, in un angolo, mentre gli altri chiacchieravano allegramente. Non ci siamo fusi all’atmosfera, siamo rimasti distaccati, io e te, guardandoci con un misto di disagio e imbarazzo.

Ci siamo poi impegnati, ah se ci siamo impegnati a far funzionare le cose! Le notti passate cercando di capirci, di diventare una cosa sola, con dedizione e pazienza, ma a quanto pare non è stato sufficiente. Le nostre uscite in società erano altalenanti, a volte andava bene, altre volte era un disastro. Troppa ansia, troppo desiderio di piacere, di essere accettati. È subentrata poi la monotonia e siamo rimasti lì, insieme ma come due freddi soprammobili che si guardano da lontano senza mai toccarsi. Ti scrutavo con amarezza, ci avevo sperato così tanto. Ogni tanto provavo a riavvicinarmi, ma era sempre più difficile. Durante i lockdown, abbiamo tentato di stare insieme in modo diverso, più personale e consapevole, senza il bisogno di mostrarci agli altri. Il tempo che avevamo a disposizione ci ha fatto bene: sembrava che ci capissimo finalmente, che le cose potessero funzionare. Ma poi la vita reale è tornata e con lei gli impegni, le incombenze che ci hanno tolto il nostro tempo.

Non ho mai pensato di tradirti. Mai. Ma dopo dieci anni mi sono sentita davvero stanca di provarci e riprovarci senza risultati. È capitato per caso, senza cercarlo, come capita sempre, no?

È arrivato come un tornado, lui, con la sua gioia travolgente e un sorriso instancabile. Stare insieme è stato semplice e naturale: uno sguardo e ci si capisce, nessun malinteso, una sintonia commovente. Da soli o in compagnia, è in grado di strappare un sorriso a tutti con la sua presenza fragorosa, simpatica e allegra. A volte non è vero che bisogna insistere con ciò che non riusciamo a fare: sapere quando è il momento di lasciare andare è altrettanto importante. Incaponirsi a volte non serve, e non ha nulla a che fare con la costanza. Ho capito subito che mi ero illusa per tutta la vita che tu potessi essere il mio grande amore, ti ho idealizzato fin da bambina. Tu rimarrai sempre speciale ma non più per me. Quando capiterà, ti ascolterò sempre rapita, ma ora ho la mia gioia, il mio vero amore, ed è con lui che rimarrò.

È così: tradendo quello che credevo fosse il mio grande amore, ho trovato il vero amore. Facendomi passare i sensi di colpa per averti allontanato dalla mia vita, ora posso godermi la gioia!

Sto parlando di uomini? Questa volta no!

Fin da bambina adoravo idealmente il pianoforte: avevo una pianolina che strimpellavo senza cognizione di causa. Mi è sempre rimasta l’amarezza di non aver frequentato lezioni di pianoforte, quindi all’età di 35 anni ho iniziato un bel percorso con una meravigliosa insegnante! Imparare a suonare il piano da grande non è semplice: serve tempo, tanto tempo, e dedizione. Ero motivata, ma non bastava. Ho fatto alcuni saggi, insieme ai bambini di dieci anni! Uno disastroso, gli altri così così. Mi tremavano le mani, non vedevo i tasti ma una distesa bianca, la mente annebbiata. Io sognavo le cene a casa con me che suonavo e gli amici che cantavano, ma questo non è mai successo, non ero in grado di fare ciò che volevo. E poi è arrivato lui, per caso. Mia nipote Giulia, laureata in contrabbasso, sta seguendo un corso di ukulele. L’ho vista felice, con in mano quello strumentino simpatico, piena di luce e gioia. Mi sono sentita subito attratta e ho chiesto: “come funziona quel coso?”

Mi sono ordinata un ukulele (rosso, in tinta con casa mia), iniziato a seguire tutorial su youtube ancora prima che arrivasse. Ed è scoppiato l’amore: dopo neanche tre mesi che strimpello, ho un bel repertorio di canzoni, gli amici che vengono a cena adorano cantare mentre torturo le corde, rallegro il residence dove vivo (lo giuro, i vicini hanno detto che non disturbo!) e mi sento felice. Incredula per riuscire a ottenere così tanti risultati in poco tempo, lo suono e mi viene da ridere! Avevo solo bisogno di questo: uno strumento musicale con cui divertirmi e rilassarmi. Con il piano ero sempre rigida, con l’ukulele sono piena di gioia. Mi è costata fatica accantonare il piano: provo sensi di colpa verso l’oggetto e verso me stessa, perché non ho saputo imparare a suonarlo come si deve. Ma sono sentimenti negativi. Non tutto può andare bene, non possiamo essere capaci di fare tutto e a volte lasciare andare è la cosa migliore (e anche la più difficile). Bisogna trovare il lato positivo anche nelle sconfitte. Dopo questa lunga avventura durata praticamente tutti i miei 46 anni, ho trovato il vero amore. Non è forse il miglior lato positivo?

La musica cura l’anima e rende sereni.

Io che tento di suonare il piano durante un saggio-Frustrante! E poi…la gioia!!!

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Progetto Folle: cos’è

Dalla prefazione di “Nel settimo cerchio” di Matteo Baldi, Laura Pacchioni, Ilaria Siddi

È iniziato tutto con un’idea folle: mettere insieme scrittori che, come in una staffetta, scrivessero a turno una parte di storia, fino a creare un libro intero. Fin qui, niente di eclatante. Ma Laura ha voluto che gli autori non si confrontassero tra di loro per lo svolgimento della storia. Sacrilegio! Prima di scrivere un libro, bisogna preparare un canovaccio, una trama, sapere da dove si inizia e dove si vuole andare a parare, cosa si vuole comunicare. Il rischio altrimenti è di essere come una barca in mezzo al mare senza timone, in balìa del vento. Servivano quindi persone abbastanza folli da assecondare l’idea del progetto folle. Alla base delle collaborazioni, ci deve essere sempre la stima reciproca. Matteo è stata la prima scelta, che si è poi rivelata un’ottima scelta. Infatti, in quattro e quattr’otto, ha buttato giù un inizio storia da far saltare le persone dalla poltrona, un inizio col botto, che richiedeva mani esperte per continuare, mantenere alto lo stile e il tasso di adrenalina. Non era stato deciso nemmeno un genere: era solo stato proposto che la storia si svolgesse ai giorni nostri. Matteo ha quindi iniziato di suo gusto, con un dramma dalle note molto dark. Ilaria è arrivata come una salvezza: a progetto già iniziato, quando altri volontari semi-folli languivano e si ritiravano. Ha infuso nuova energia, donando sensibilità e competenza, immergendosi nel progetto con entusiasmo.

(…)

E come per magia è nato: il romanzo creato da tre persone con vissuti, età, modi di scrivere e di pensare differenti che con determinazione hanno creduto nel progetto fino in fondo, fino a che la storia non ha preso una forma concreta e la voglia di tornare a sognare ha fatto tutto il resto.

 Il percorso è stato un saliscendi di emozioni che alla fine ha portato gli autori al tanto sospirato traguardo.

Per portare a termine un lavoro del genere ci vuole determinazione, costanza, spirito di squadra, pazienza ma soprattutto la voglia di mettersi in gioco e confrontarsi con idee diverse.

Come diceva qualcuno:

«Non sopravvive il più intelligente o il più forte; sopravvive chi è in grado di adattarsi e di adeguarsi meglio ai cambiamenti.»

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Copertina originale realizzata da Danilo Cinelli

Letture del 2020

Durante quest’ultimo anno, sono riuscita a leggere parecchi libri, classici, moderni, e sempre con un occhio di riguardo agli autori emergenti, come me. Condivido con voi le mie letture, sperando di incuriosirvi su alcuni titoli meno noti o su scrittori che hanno auto pubblicato.

Per una consultazione più scorrevole, segnalo con * gli autori in auto pubblicazione e con ! gli autori emergenti con piccole case editrici.

  • “Messaggio per un pesciolino che ha sempre sete” Anthony De Mello. Ispirante, motivazionale
  • “Ogni mattina a Jenin” Susan Abulhawa. Romanzo storico sconvolgente, super consigliato
  • * “e il sole torna a splendere” Elisa Larcher
  • “L’usignolo” Kristin Hannah. Romanzo storico sulla resistenza francese, magnifico.
  • * “Il mio girotondo di emozioni” Elenia Stefani. Poesie
  • * “Intermezzo” Elisa Mura. Autrice self con un grande senso dell’umorismo.
  • * “Come chi si aggrappa al filo dei ricordi” Sara Masvar
  • * “Come chi non si perde neanche un attimo” Sara Masvar. Altra autrice self prolifica, stile drama/romantico.
  • ! “L’anello di Hellcity” Francesco di Giulio
  • ! “L’anello di Hellcity- L’evasione” Francesco di Giulio. Distopico che ti incolla al libro e alla poltrona.
  • “Non dite che non abbiamo niente” Madeleine Thiene. Romanzo storico sulla storia della Cina degli ultimi 100 anni. Da leggere.
  • * “Sex and confusion” Lara Coraglia
  • * “IL caffè dell’amore” Paoletta Maizza
  • “Penelope alla guerra” Oriana Fallaci. Il suo primo libro.
  • ! “In punta di sangue” Francesca Tofanari. Bel giallo al femminile
  • “Quel che resta del giorno” Kazuo Ishiguro. A me ha annoiato…sorry
  • * “Donne fenice” Veronica Evangelisti
  • “La cicala dell’ottavo giorno” Mitsuyo Kakuta. Leggere autori giapponesi dilania il cuore. Hanno un modo particolare di mettere in atto quello che pensano, super consigliato.
  • * “Lascia dormire il sognatore” Danilo Cinelli. Autore self che usa le parole in modo magistrale
  • “Vita su un pianeta nervoso” Matt Haig
  • ! “New York 1941. Forse” Luca Giribone
  • “22.11.63” Stephen King. Il re non ha bisogno di presentazioni ma questo libro si. Mi ha profondamente colpita e fa uscire il lato più umano e romantico dello zio. Splendido.
  • “Il domatore di leoni” Camilla Lackberg
  • “La mennulara” Simonetta Agnello Hornby. Adoro lo stile di questa donna.
  • ! “Diversi” Riccardo Iannaccone
  • “L’istituto” Stephen King. Pollice su!
  • “A volte ritorno” John Niven. Irriverente e dissacrante. Apprezzato.
  • “Stagioni diverse” Stephen King. In questa raccolta di racconti trovate “Le ali della libertà” da cui è stato tratto il celebre film.
  • “I bambini di Svevia” Romina Casagrande
  • * “Adele” Stefano Caruso
  • “Le intermittenze della morte” Jose Saramago
  • “Carrie” Stephen King
  • “Becoming” Michelle Obama. Un libro che ogni figlio e ogni genitore dovrebbe leggere.
  • “Appunti di un venditore di donne” Giorgio Faletti. Il suo libro che ho più apprezzato.
  • ! “L’ultimo crepuscolo” Chiara Pagani
  • * “Mia nonna fuma” Alessandro Raschellà. L’ho trovato geniale.
  • “Tess dei d’Urbeville” Thomas Hardy. Lo sto rileggendo a distanza di 25 anni. Adoro Hardy, e per il suo tempo è stato un rivoluzionario.

Penne in quarantena

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C’è tutto un mondo di autori emergenti, che pubblicano in autonomia o con il supporto di case editrici minori, che sfornano romanzi appassionanti, sinceri, curiosi e originali.

Sono molto felice di far parte di questo folto sottobosco, e so che non siamo da meno rispetto agli autori che troviamo nelle sfavillanti librerie con luci forti. Quelle librerie in cui vorremmo entrare anche noi con le nostre parole.

Un fattore importante per noi autori self è il supportarci a vicenda, fare squadra, inventarci sempre nuovi modi per crescere, farci conoscere, far leggere le nostre opere.

Poco più di un mese fa sono stata contattata da una di queste scrittrici, con l’invito a partecipare a una raccolta di racconti da pubblicare a scopo benefico, per devolvere il ricavato in aiuto di chi sta lottando contro questa pandemia. Ovviamente ho accettato la proposta.

“Penne in quarantena” è ora diventato realtà: 19 persone hanno lavorato intorno a questo progetto. 13 racconti estemporanei, viaggi, ricordi di guerre passate, allegorie, racconti distopici o familiari. Una boccata d’ossigeno per far passare ai lettori qualche ora leggendo di argomenti diversi, trattati con delicatezza e maestria.

Io ho donato un racconto di viaggio tra le verdi colline d’Irlanda, esperienza legata a un amico che non c’è più.

Tutti noi abbiamo messo il cuore nei nostri scritti e voi, dal vostro divano, potete viaggiare con noi qualche ora aiutando nello stesso momento la Protezione Civile. L’intero ricavato infatti sarà devoluto a loro.

Trovate “Penne in quarantena” disponibile su Amazon (al momento, presto novità!) sia in ebook che in cartaceo a un prezzo più che ragionevole.

Non avete scuse! Cercatelo, leggetelo, appassionatevi e donate!

 

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I 19

Daniela Abbatiello @perfettoxme

Elena Andreotti  @elena.andreotti.autrice

Maida Bovolenta  @maidabovolenta

Walter Carrettoni   @carrettoniwalter

Martina Longhin   @martina.longhin18

Alice Marcotti    @alice_marcotti

Sara Masvar   @saramasvar

Valentina Morpurgo

Laura Parise   @laura_parise1

Laura Pacchioni  @laurapacchioni_scrittrice   si, io!

Stefano Ricchiuti   @ricchiuti_s

Mariella Strippoli   @mariella.strippoli

Francesca Tofanari    @francescatofanari

Fabiola Pasetti   @psicoterapeuta.fabiola.pasetti

Matteo La Rovere     @psicologo_brillante._.mente

Maria Sole Bramanti  @mariasolebramanti

Rita Pisanello    @ritapisanelloediting

Cristina Tata   @romanziscritturaepassione

Oliva Cordella   @oliva.cordella

 

 

Nena

C’è una cara persona che mi sta spronando a scrivere testi, per poi crearci musica. Mi ha chiesto: “Scrivi una canzone per Nenèss.” Eccola qua.

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Ti ho vista di sfuggita attraversare Covent Garden

Col tuo abito giallo quasi come i tuoi capelli

Lo sguardo serio  di chi è sicuro di sè

Ma so che dentro sei tutta un perchè

 

Ti ho vista di sfuggita all’uscita di un pub

Abbracciata a Sandra

che ti appoggiava un bacio sulla guancia

Benedette donne spagnole che sanno cos’è l’amicizia

Condivisione di risate e lacrime

 

  • Sempre di sfuggita

Perchè non ti lasci prendere

Di corsa per non farti raggiungere

In metro per nasconderti

Cara Nena rinasci con le tue parole

Non perderti

Non piangerti addosso

Non dimenticarti chi sei

 

Vorrei poterti coccolare

Prometterti che andrà tutto bene

Ma lui non sarà l’ultima delusione

Dovrai ancora scappare e nasconderti

Per preservare la tua anima

Ma non ci sarà salvezza per il tuo cuore

Dovrai stare in questo circo ancora un pò

Amando prima di tutto te stessa

E ricordandoti chi sei

 

Testo originale di Laura Pacchioni – 27 febbraio 2020

Una settimana e un giorno – Intro

Ciao a voi che mi seguite e leggete!

Sto iniziando a scrivere una cosa nuova, un racconto lungo o un libro corto. Vi propongo l’inizio, un assaggio, un incipit. Questa volta è scritto in terza persona, cosa che di solito non faccio. Fatemi sapere cosa ne pensate!


 

DSCN5251Giorgia passeggia con la testa tra le nuvole. Ha appena fatto colazione al bar con Stefano, dopo una nottata di baci, abbracci e passione. Ora le si prospetta un mese lontano da lui, il fatidico mese d’agosto che lui si è preso interamente di vacanza per poterlo dedicare alla figlia. In effetti dopo soli tre mesi di relazione Giorgia non avrebbe potuto avanzare chissà che richieste per le vacanze. In effetti dopo tre mesi di relazione Stefano è ancora un enigma: cosa fa durante le sei sere alla settimana in cui non stanno insieme? Perchè stanno insieme solo di notte e mai di giorno? Sono tre mesi di relazione o tre mesi di incontri fugaci? La testa passa dalle nuvole all’asfalto, i dubbi sono molti anche se l’intesa tra di loro è palpabile, è energia elettrica. Sarà mica uno di quei casi in cui si scambia il sesso con l’amore? Giorgia scrolla la testa prima di raschiarla contro l’asfalto, accenna un sorriso sulle labbra come le insegnano a yoga e pensa positivo. D’altra parte lui le ha proposto di andare a vivere insieme. Le ha promesso di farle conoscere la figlia. Le dice sempre che nuda è uno spettacolo. La suoneria di un messaggio la risveglia. E’ Stefano, che dolce, è appena partito e già scrive!

“Buongiorno tesoro”

Giorgia rimane un attimo interdetta. Che bisogno c’è di mandare il buongiorno dopo aver dormito insieme, essersi svegliati abbracciati e aver fatto colazione insieme? Decide per una risposta evasiva, un buongiorno con un cuoricino, al quale lui risponde con un altro cuoricino.

Arrivata ormai a casa, Giorgia è ancora più dubbiosa. Scorre freneticamente i messaggi dei mesi passati, riconosce uno schema, il buongiorno nella stessa finestra di orario, le risposte solo coi cuoricini, occasionalmente qualche riga scritta ermeticamente. Si alza dal divano, passeggia su e giù nel piccolo e caldo appartamento, l’afa inizia a farsi sentire anche alle nove e mezza del mattino. Prende la moka e si prepara un caffè. Aspetta la bevanda scura appollaiata sullo sgabello della cucina, la mente cerca di mettere a fuoco qualcosa di confuso ma che si sta diradando. Il caffè l’aiuta a far lavorare più velocemente il cervello. Apre google, le bastano meno di dieci secondi, e trova la sua risposta: applicazione che invia automaticamente messaggi. Lo slogan canta: “Sàlvati dalla ragazza offesa per il mancato buongiorno!”

Ecco, un altro imbecille, un’altra sconfitta, altri mesi buttati al vento. “Meno male che oggi pranzo con Selene” pensa Giorgia. Le amiche. I migliori cerotti dopo le brutte cadute.

Giorgia aspetta l’amica al fresco di un barettino del centro. Non ha nemmeno versato una lacrima, non se ne capacita, la situazione è talmente surreale che le lacrime hanno scioperato e sono rimaste rintanate dentro gli occhi.

Vede arrivare Selene dalla vetrina, bellissima e sorridente come sempre, con la figlia che le tiene la mano, sorridente anche lei. Selene ha le forme perfette, da brava insegnante di danza moderna si tiene in forma. I lunghi capelli neri le incorniciano il viso amichevole e simpatico.  Gioia le salta al collo, è davvero una bimba adorabile! Mangiano velocemente un paio di tramezzini per poi fare una passeggiata al quasi fresco dei portici, così che Gioia ammira le vetrine e le due donne hanno qualche minuto per raccontarsi le ultime news.

<Un’app? Giorgia ma sei sicura?>

<No ma quasi… Così tutto torna, assurdo ma potrebbe essere vero!>

<Tutto è possibile purtroppo… ho avuto un ex che aveva un file excell con le date del ciclo delle donne che vedeva…>

<Non ho capito…>

<Per non uscire con loro durante le mestruazioni! Giorgia lascia stare, come ti senti?>

<Delusa. Umiliata. Delusa di me stessa, mi sono fatta prendere in giro. Credevo di essere una donna intelligente…>

<Lo sei! E’ che hai una gran voglia di rimetterti in gioco e forse dai fiducia così, un pò alla leggera. Hai voglia di crederci e quindi ti lasci andare facilmente.>

<Vero…è che sono così stanca di stare da sola…>

<Giorgia sei una donna fantastic

a, solo uno stupido ti lascerebbe andare!>

<Eh certo, infatti ho la fila sul pianerottolo…>

<Dai, animo! E’ estate! Perchè non vieni al mare con me e Gioia? Non saranno i caraibi ma abbiamo preso un appartamento in centro Caorle per una settimana. C’è una camera in più, tanto Gioia dorme con me. Magari non sarà sempre con noi, viene suo papà a prenderla un paio di volte, e poi verrà anche Bjorn a passare un paio di serate in compagnia, dai, ci divertiamo!>

<Devo reggere il moc

colo a te e Bjorn? Non ci penso proprio!>

<Ma no, ci saranno anche i suoi amici, cosa stai a fare qui in città al caldo!>

<In effetti… sicura che non disturbo?>

<E te l’avrei chiesto? Dai sciocchina, una settimana al mare! Olè!>

Giorgia rimane per tutto il giorno con una sensazione strana appiccicata addosso, come se l’avessero beccata con le mani nella marmellata, ma in realtà è Stefano a essere stato beccato! Passano i giorni e Giorgia si prepara alla resa dei conti. Quattro giorni dopo arriva la mattina della partenza per il mare. Quattro giorni in cui non ha risposto ai buongiorno di Stefano. Quattro giorni in cui lui non si è nemmeno degnato di aggiungere un “come stai”. Quattro giorni in cui Giorgia si è astenuta dal postare sui social. Potrebbe essere il giorno del suo funerale se le fosse successo qualcosa, con Stefano incurante di tutto. Opta per un’opzione da signora. Aspetta l’immancabile “buongiorno tesoro” e subito risponde: “usi un’app per mandarmi il buongiorno?” Silenzio. Nei secoli dei secoli. Amen. Non è Giorgia la defunta ma Stefano, che evapora per sempre.

TINDERLAND

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ENGLISH BELOW!!!

Due donne si avvicinano con passo lento verso il bar con vetrata che dà sul parco. Appena entrano l’aria condizionata le investe, entrambe tirano fuori dalla borsa un foulard con cui si coprono velocemente.

“Poi mi viene male alla cervicale” dice Carola.

“Si, e a me anche alla pancia.” Risponde Sara.

Un solerte cameriere poco più che ventenne si avvicina a prendere le ordinazioni.

“Un prosecco!” chiede Sara.

“Per me un prosecco doppio”.

“Come doppio! Allora anch’io!”

“E’ il caldo, mi servono sali minerali.” Spiega Carola.

Le due donne rimangono un attimo in silenzio, godendosi l’aria fresca che pian piano irrigidisce la pelle dopo il sudore accumulato durante la passeggiata in città. Quando il caldo salta fuori così all’improvviso, l’aria  condizionata sembra il paradiso!

Sono entrambe piacenti, poco più che quarantenni, nessuna delle due è particolarmente appariscente o speciale, ma sono comunque due belle donne. Carola porta un rossetto acceso che le dà un’aria di sfida, in abbinamento a uno sguardo veloce, a tratti sfuggente, critico. L’altra è provata dal caldo, i capelli biondi appiccicati al collo, le occhiaie profonde di chi ha dormito poco e male. Entrambe sospirano all’arrivo del prosecco.

“Carola com’è che siamo due belle  donne con una brillante carriera nella moda e siamo single da più di sei mesi? Cos’abbiamo sbagliato?”

“Prima di tutto tu fai la commessa da Intimissimi e io da H&M, e poi abbiamo un cervello cara. Non ci accontentiamo.”

“Ho capito, ma è mai possibile che siano proprio tutti presi? Non ci sarà la fuori uno divorziato o single alla ricerca di qualcuno con cui passare del tempo?”

“Saretta, guardati in giro: dove lo vorresti trovare?”

La fauna del bar consiste in due ultra sessantenni, un paio di madri coi figli e un mezzo ubriacone al banco.

“Dobbiamo andare mirate, qui non va bene e nemmeno in discoteca, ormai ci vanno solo i diciottenni, non vanno bene per noi. Penso che dovremmo iscriverci a Tinder.”

“Anni fa ero su Meetic, questo non lo conosco.”

“E hai trovato qualcuno Carola?”

“No.”

“Sei mai uscita con qualcuno incontrato lì?”

“No.”

“E perchè?” incalza impaziente Sara.

“Una massa di morti di figa. Non mi piaceva nessuno.”

“Ci potremmo provare, insieme! Dai, è scoppiata l’estate, usciamo a divertirci col primo che capita, torniamo spensierate, basta star qui a rimuginare sul passato, c’è bisogno di aria nuova! Scarichiamo ‘sta cavolo di app!”

Seguono due giorni di intenso scrollare a destra e a sinistra, a calibrare il kilometraggio e l’età. Sara per sbaglio, non sapendo come funzionasse l’app, sceglie cinquanta persone, o per lo meno tutte quelle permesse dall’app gratuita, col risultato di far scoppiare la chat di messaggi da match che in realtà non aveva selezionato consapevolmente.

Una volta capito come funziona il tutto, resetta i match e inizia la caccia. Aggiusta il tiro anche sulla descrizione:

“Cerco una persona che mi apprezzi, cerco un complice, qualcuno con cui condividere risate e serate.  Adoro leggere e cucinare per gli amici o per una persona speciale. Cerco… ma poi apprezzo quello che trovo. “

Carola pondera a lungo cosa scrivere. Vorrebbe dichiarare che fa la hostess, quelle beccano sempre. Si limita a “Sono una donna determinata. Nel tempo libero fotografo e leggo libri, per lo più grandi classici.” Nessuna frase ammiccante, nessuna allusione a un uomo da cercare. Chi se ne frega, vediamo cosa succede.

3 giorni dopo, stesso bar, stesse donne

“Ho conosciuto uno!!!”

“Sara, meno male che non hai conosciuto una! Ci siamo iscritte a una chat di incontri, ci sta!”

“Ma questo l’ho proprio conosciuto! Due chiacchiere e mi ha chiesto se ero libera per l’aperitivo! Pensa che non aveva nemmeno visto una mia foto! Mi ha voluta vedere perchè gli è piaciuto il profilo!”

“Si, vabbè. Com’è andata?”

“Allora, dopo l’aperitivo mi ha portata in un localino sui Navigli dove abbiamo cenato e bevuto, o mamma se abbiamo bevuto! Poi quando siamo usciti ha anche acceso una canna di maria, pensa, la coltiva lui!”

“Uno scienziato…” grugnisce Carola.

“E’ carino, molto alto, viaggia tantissimo, va a cavallo, è un uomo davvero interessante e ci siamo divertiti un sacco!”

“Bene, mi fa piacere. Quindi vi rivedrete?”

“Sai che non ho nemmeno il suo numero? Gli ho scritto sulla chat di Tinder ma non mi ha più risposto.”

“Eh cara, è perchè non gliel’hai data!”

“Carola…beh, in effetti, si, gliel’ho data…”

“Ah! Beh, allora non si fa più sentire perchè gliel’hai data subito!”

“Ok, ok, sono sicura che mi richiamerà, anche se in effetti, si è volatilizzato da casa mia alla velocità della luce quando abbiamo finito…insomma, e tu?”

“Sono uscita con uno che guida i treni… non mi ricordo come si chiamano…”

“Macchinisti?”

“Macchinisti de che? Non è troppo generico? Appena l’ho visto mi ricordava qualcuno, ma non riuscivo a focalizzare. Abbiamo iniziato a parlare di libri, quando gli ho nominato i classici lui mi ha tirato fuori nomi come Omero e non so chi altro, io ribatto con Jane Austen e le sorelle Bronte, ma per lui quella è letteratura moderna. Mi sembrava un pò affettato, finto, gli ho chiesto della ex moglie e dei figli, allora è diventato più naturale, dolce. “

“Grande Carola! Quindi vi rivedrete?”

“No, assomiglia troppo al mio ex, per carità!”

“Ah… ma vi siete almeno baciati?”

“Ti ho detto che è la fotocopia del mio ex! Assolutamente no, croce sopra.”

“Quindi?”

“Quindi domani esco con un personal trainer.”

“Eh brava la mia Carola, non ti facevo così intraprendente! Io aspetto che il tipo dell’altra sera si rifaccia sentire, mi è piaciuto proprio tanto.”

Carola si appoggia mollemente allo schienale della poltrona, tira fuori dalla borsa un pacchetto di sigarette, ne accende una con un accendino rosa acceso. Sbuffa fuori la prima boccata con grande piacere, e con estrema serietà sentenzia:

“Quello non si farà sentire mai più.”

5 giorni dopo. Stesso bar, stesse donne.

Sara sta sorseggiando un tè freddo alla pesca all’ombra dell’enorme abete fuori dal solito bar. La frescura degli alberi è sempre più salutare dell’aria condizionata, quella fa venire mal di gola e secca la pelle. Carola arriva con passo leggero, con il solito rossetto acceso che la rende così aristocraticamente diva. Sara la vede arrivare da lontano: non si capacità della fortuna che le è capitata nel trovare un’amica come lei, coi piedi per terra ma sognatrice, pratica ma leggera, vulnerabile e forte.

“Sara che cazzo stai bevendo?”

“Tè freddo alla pesca! Ne vuoi uno anche te?”

“Stai male?”

“No, sono uscita anch’io con un personal trainer e adesso cambio stile di vita!!!”

“O signore… speriamo che non sia lo stesso…” commenta Carola tra l’imbarazzato e il divertito.

“No tranquilla, il  mio è di Parma, il tuo è di Milano, no?”

“Parma? Un pò più lontano, no?”

“Milano non è così grande come sembra sai, e poi è uno a cui piace viaggiare.”

“Un altro…”

“Carola, per favore, è stato carinissimo. Per ringraziarlo che è venuto fino a Milano, gli ho preparato la cena a casa da me!”

“Brava, spero che il vino lo abbia portato lui.”

“No, non è un esperto e non voleva sbagliare.”

“Ah perchè tu invece?”

“Smettila, parliamo di cose importanti. Ti dicevo che è stato carinissimo, e poi ha un fisico… volevo proprio mettergli le mani sopra! Bicipiti scolpiti con tatuaggi tribali, occhi verdi, gentile, dolce, ha chiacchierato un sacco! Credevo che non mi avrebbe mai baciata, e invece alla fine l’ha fatto!”

“Io invece il mio personal trainer l’ho incontrato qui. Figurati se me lo porto a casa, poi non sai mai come fare per cacciarlo via. Io ho bevuto un aperitivo e lui acqua naturale…ma si può essere più tristi?” declama stizzita.

“Carola, lo fanno per il fisico, ci sta, e anche noi dovremmo avere uno stile di vita più morigerato!”

“Secondo me il nostro stile di vita è perfetto. Comunque non so se lo rivedrò, troppo basso.”

“Tutti scrivono l’altezza sul profilo! Pare che sia la caratteristica più richiesta! Sai come si dice, altezza mezza bellezza!” ammicca Sara.

“Si ma quello vale solo per Vincent Cassel, ho visto uomini alti che erano dei cessi. Ma a me proprio non va, non voglio rischiare di mettere i tacchi e di essere visibilmente più alta del mio uomo.”

“Ma vi rivedrete? Vi siete baciati?”

“Non credo proprio. E no, non ho baciato nemmeno questo rospo. E tu con Parma?”

“L’abbiamo fatto tre volte!”

“Grazie per l’info dettagliata Sara… volevo sapere se avevi intenzione di rivederlo…”

“ Ci messaggiamo… però sai, Parma… in effetti dovrei trovare qualcuno di più vicino…”

“Eh, te l’avevo detto…” decreta Carola spalancando gli occhi nocciola.

……

CONTINUA NELLA RACCOLTA DI RACCONTI “AMORE 5 / HORROR 1

IN USCITA A META’ APRILE 2020

 

 

Dedicato a tutte quelle che credono ancora nell’amore, nonostante tutto.

Grazie a @cristina_fiorito_ per l’immagine della Torre Unicredit di Milano.

 

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TINDERLAND

Two women walk slowly towards the bar with big windows in the park. Air conditioning hits them as soon as they get in, both get a scarf out of the bag and cover up quickly.

“Or I’ll get neck pain” Carola says.

“Right, and stomach ache” adds Sara.

A diligent waiter in his twenties takes the order.

“Prosecco please!” orders Sara.

“Yeah, double for me.”

“Double! I want that as well!”

“I need minerals, too hot.” Explains Carola.

The women stay silent for a while, enjoying the cool air that dries their skin after the heat they got during their walk. When the heat wave comes so fast, air conditioning is like paradise!

They’re both pretty, just over their forties, none of them is eye-catching or striking but they are nice. Carola wears a bright red lipstick that gives her a daring look, combined with a quick and fleeing gaze, critical. The other one is suffering the heat, the blond hair sticking to her neck, deep eye bags show she slept little and badly. Both of them sigh when prosecco arrives.

“Carola, how come we are two beautiful women with a brilliant carrier in fashion and we are single since more than six months? What’s wrong?”

“First of all, you are a shop assistant for Intimissimi and I am for H&M, on top of that, we have a brain darling. We don’t compromise.”

“I get that but is it possible that each and every man is already taken? Maybe there is a divorced or a single guy out there looking for somebody to spend his time with!”

“Sara, look around: where shall we find him?”

Fauna in the bar is composed by two elder men, a couple of mothers with kids, a drunken man at the counter.

“We have to be picky, this place is not good, also clubs are not good, unless you want a teenager. I think we should try to sign up on Tinder.”

“I used Meetic years ago but I don’t know this.”

“Did you find somebody there, Carola?”

“No.”

“Have you ever dated somebody you meet on the app?”

“No.”

“Why?” asks Sara impatiently.

“Just epic pussy hounds. Waste of time.”

“We should give it a try, together! Come on, summertime is in bloom, let’s go out and have fun with anybody, we need careless moments, stop thinking over and over about the past, we need fresh air! Let’s do it!”

This conversation is followed by two days of heavy scrolling left and right, correcting distance and age. Sara, by mistake, chooses fifty people, or as many as the free version of the app allows, so the chat explodes with messages from people she really did not select. Once aware of how it works, she resets the app and starts hunting. She also fixes her description:

“I’m looking for somebody who will appreciate me, I am looking for an accomplice, somebody to share evenings and laughs with. I love reading and cooking for friends or for somebody special. I look for… and then I am grateful for anything I receive.”

Carola thinks over and over about her description. She would like to declare she’s a hostess, that would be appealing. Then she just writes: “I am a resolute woman. In my spare time I photograph and read books, mainly classics.”

No winking lines, no reference to men. Who cares, whatever.

 

 

3 days later, same bar, same women.

“I met a guy!”

“Sara, I’m glad you met a guy and not a girl! We signed up to a meeting chat!”

“Yeah but I really met him! We chatted a bit and then he asked me out, without asking for a picture! He wanted to meet me because he liked my profile!”

“Yeah, right. And?”

“So, after the aperitif we went to a cute restaurant by the river bank where we dined and drank, oh God we drank! Then he lights up a joint, he grows his grass!”

“A scientist…” grunts Carola.

“He’s cute, very tall, travels a lot, rides horses, very interesting and we had a ball!”

“Happy to hear that. So you’ll see him again?”

“I don’t have his number. I texted him on the Tinder chat but no answer.”

“My dear, that’s because you didn’t sleep with him!”

“Carola…actually, I did!”

“Ah! So that’s because you slept with him right away!”

“Right, right, I am sure he’ll get back to me, even if he ran away at the speed of light when we finished…ok, and you?”

“I dated a guy who drives trains… what’s the name…”

“Driver?”

“Too generic. As soon as I saw him he reminded me of somebody but I couldn’t focus. Then we started talking about books, classic writers and he mentioned Homer and who knows who else, I replied with Jane Austen and the Bronte sisters, but he considers them modern literature. He seemed a bit put-on, fake, so I asked him about his ex-wife and kids and he became natural, sweet.”

“Great Carola! So when is the next date?”

“Never, he reminds me of my ex!”

“Oh, have you kissed?”

“I told you he’s just like my ex! It’s a no!”

 “So?”

“So tomorrow I’ll date a personal trainer.”

“Well done Carola, I didn’t picture you like a femme fatale! I’ll wait for that guy to write me back, I really like him.”

Carola leans lazily on the back of the seat, pulls a pack of cigarettes out of the bag, lights one up with a shiny pink lighter. She exhales the first puff with huge pleasure then rules extremely seriously:

“He’ll never get back to you.”

 

 

5 days later. Same bar, same women.

Sara is sipping a peach iced tea at the shade of the huge fir tree out of the usual bar. The freshness of the trees is healthier than air conditioning that dries your throat and skin. Carola approaches with a light step, the usual bright red lipstick gives her such an aristocratically diva look. Sara spots her from far: she cannot believe her lucky star brought her such a good friend, down to earth but dreamer, practical but light, vulnerable and strong.

“Sara what the fuck are you drinking?”

“A peach iced tea! Would you like one?”

“Are you sick?”

“No! I dated a personal trainer and now I want to change my life style!”

“Oh God, I hope he’s not the same as mine…” comments Carola both embarrassed and amused.

“Don’t worry, mine comes from Parma, yours is from Milan, right?”

“Parma? A bit far…”

“Milan is not as big as it seems, and he’s a traveller.”

“Another one…”

“Carola, please, he was cute! To thank him for coming over, I prepared dinner for him at my place!”

“Well done, I hope he brought the wine.”

“No, he’s not an expert, he didn’t want to make mistakes.”

“Ah, are you an expert?!?”

“Stop it, let’s talk seriously. I told you, he was cute, and so fit… I really wanted to touch him! Tribal tattoos on perfect biceps, green eyes, kind, sweet, we chatted for long! I was scared he wasn’t going to kiss me, but then he did!”

“Well, I met my personal trainer here. I would never bring someone home, too hard to kick him out then.  I had an aperitif and he had still water… how sad!”

“Carola they do it to be fit, I appreciate that, we should have a straighter life style.”

“I think our life style is perfect. Anyway, I don’t think I’ll see him again, too short.”

“They all state their height in the profile! Apparently it’s the most requested feature. You know, the taller the better!”

“That works only for Vincent Cassel, I’ve seen tall men who were shit-holes: I don’t want to wear heels and be taller than my man.”

“Will you see him again? Did you kiss?”

“I don’t think so. No kiss for short frog. And you with Mr Parma?”

“We did it three times!”

“Thanks for the accurate info Sara. I just wanted to know if you would see him again.”

“We text…but you know, Parma… maybe I should find someone closer…”

“Well, I told you…”

 

5 days later. Same bar, same women.

Heat wave is hitting Milan hard, the park is full of people eating ice-creams. Carola and Sara are comfortably sitting at their usual bar, enjoying the freshness of the huge oak (or was it a fir tree?) They sip a white wine spritzer with lemon zest, their personal recipe against the heat.

“You have no idea how many lousy people I had to deal with today. They beg for discount on discounted clothes!”

“Carola we always try to get a discount when we shop…”

“Yeah but we do it with style, with kindness. They demand it, lousy…”

Sara enjoys the refreshing drink, guiltily reminding the last time she demanded a discount in an herbalist shop. She changes topic:

“I saw a guy yesterday, so hot!”

“But…”

“Why should there be a “but”, Carola?”

“I read the subtitles in your tone of voice” she answers half cynical and half amused.

“We went out, dined, so fascinating with this Greek god’s face. Then I asked him where he lives…”

“And where does a Greek god live?”

“At his mum’s and he’s fine with it. He’s forty years old and he never made himself a coffee.”

“I hope you started running as fast as a gazelle!”

“Actually I went back to his…”

“To his mum’s???”

“Yes, he has a nice bedroom, not childish, I like him, he’s sweet and he’s so fit, clever, funny. I could really like him.”

“Sara, you left home at 19, what can you share with a guy who lives with his mum at 40?”

“These men deserve a chance! They don’t come in a beautiful box, perfectly perfect and with a ribbon on their head! We need to polish and file, there is something good underneath…”

“Sara, darling, I understand how you feel. You are alone and ready to get back to life, to feel alive, but you cannot get infatuated with any guy you sleep with. That is just sex! They are men! They may tell you any kind of sweetness having sex, but don’t believe them, you need to preserve yourself! You must tell sex from love, and you have to keep something for you, don’t play all in, calm down. You don’t hope to find love in this chat, right?”

“They say it’s the future. Forget those who declare they are married and just looking for adventures, I’m not interested in that. We cannot be the only two persons left who believe in love.”

“No, maybe it’s only you.”

“Carola! Don’t say that! What happened?”

“Nothing, I don’t like those guys, I’m chatting with three but I don’t feel like going out with a stranger. I feel like a horse showing teeth and muscles, it’s like a never-ending exam. That’s it, I’m done.”

“You cannot leave me alone, we decided to do this adventure together!”

“What can I do, I don’t like anybody. And after all… I still think of him…”

“No… Big…”

Every respectful woman has or had her own Mr Big, and Carola’s one is like an infestation.  He’s not willing to leave her mind and heart.

“He hurt you, badly, how comes you’re not furious with him?”

“I am! A lot! But I love him…”

There, the snob Carola in sitting on the bench. Now the leading lady is here, sweetly vulnerable but strong, the woman who takes pictures of what people cannot see, who catches the beauty in the underground steps, or in a naked tree and then shows it to you as an image and you think: how many times I’ve seen those steps, those trees, and did not perceive their strength? A higher sensibility is needed in order to see, not just to look. This sensibility impairs Carola to be at ease in the swirling merry-go-round of the chat world, sometimes cold and sterile.

“Did mummy’s boy call you back?”

“No, not yet.”

“Leave it, it’s a dead end story. At least you had some sex, I cannot do it, they are strangers to me. And at the end of the day, we both are back to the same point, alone again. So, sex doesn’t make any difference. They are always the same kind of assholes.”

“Well if you picture it like that…”

“That’s it, no more Tinder, it’s a useless circus.”

“You’re right, I quit too.”

 

10 days later. Same bar. Maybe not the same women.

Carola sips her espresso. Sara stirs some sugar in her barley coffee. Beat the budget, today breakfast at the bar with a double filled croissant, chocolate and custard cream! Birds are not twitting but cicadas do… cicadas in the center of Milan, the ecosystem is fucked up.

Sara is wearing a cute white and black stripes dress bought in Carola’s shop (discounted, of course). She has a satisfied look and Carola spots it right away.

“No need to ask what happened last night…”

“Does it show? I haven’t spoken yet!”

“Come on, spit it out!”

“Then you’ll tell me off” answers Sara with a childish look.

“Spit it!”

“I saw a guy…for the second time!”

“Didn’t we quit Tinder?”

“He’s different, he came to our first date with flowers! He likes me!”

“Did you sleep with him?” asks Carola.

“Of course, the first evening.”

“You’ll never learn, stop wasting your time!”

“I still believe in human beings, in spite of all. I tried to get away but I cannot. Is it just sex? Fine. Will it be more? Fine. I like him Carola, I really do.”

“Don’t let him fool you, you have a brain, please don’t forget this. Believe in humanity but don’t let him make fun of you. And do you know where he can stick his flowers?”

“Come on, it’s a romantic old style thing!”

“Oh please, leave it.”

“It’s fine for me but ok, I’ll be careful, I’ll see what to do.”

 

The two friends walk away in different directions. Both of them check their phones immediately. Carola finds a message on the Instagram chat from a handsome Canadian photographer who praises her for her shots. Mmh, she thinks, Canada… I’ve never been there, it’s cold, I like cold, I could be happy in Canada with a house and some nice curtains on the window.

Sara finds a WhatsApp message:

“Good morning sunshine, how about tonight?”

“Of course! I’ll cook for you, can’t wait to hug you!”

 

 

To all of you who still believe in love, in spite of everything

Thank you to @cristina_fiorito_ for the Unicredit tower of Milan pic.