“Riportando tutto a casa”

20191024_150059Ognuno deve sentirsi libero di andare al cimitero come, quando e se vuole.

In un giorno di pioggia, in un giorno di sole, ad agosto come a novembre.

Ieri sono passata per caso vicino a un cimitero dove è sepolto un amico, e ho sentito come l’urgenza di andare a “trovarlo”. Ero andata solo una volta prima di ieri.

Mi sono subito ricordata il luogo preciso della sua lapide, a terra, grande, con uno spazio vuoto di fianco e suo padre in quello più distante. Il Mauri è mancato prematuramente nel 2007, a 48 anni, dopo una vita sana, fatta di sport, bevute morigerate, tanta musica, tanta Irlanda e tanti mezzi sorrisi. Suo padre è mancato nel 2015: è sopravvissuto a suo figlio per ben 8 anni. La tomba vuota nel mezzo è per la mamma, ancora in vita, che ogni anno siede in prima fila al concerto e alle manifestazioni dell’associazione nata a nome del figlio. L’associazione promuove e dà la possibilità a chiunque di frequentare corsi di pallacanestro: in luoghi sperduti in mezzo alla Lomellina, dove sembra di abitare tra l’Oklahoma e l’Arkansas, cioè persi peggio di un diciottenne in auto senza navigatore, lo sport e le attività sono fondamentali.

Non so che significato abbia andare al cimitero. La persona non è lì, quindi è più come un dovere verso te stesso in vita, come un chiedere scusa per avere ancora la possibilità di respirare e di poter prendere un aereo e andare a vedere le verdi colline irlandesi. Per quello dico che ognuno deve essere libero di andare quando vuole al cimitero, una volta, mai, tutti i giorni, ma deve essere una cosa sentita, non un dovere imposto.

Il Mauri non guidava, quindi spesso sono andata a recuperarlo al suo paesino per portarlo ai concerti dei nostri amici o a piccoli eventi mondani che frequentavamo tutti insieme. Poi c’è stata una vacanza particolare, unica: San Patrizio, Irlanda, anno 2000.

Io abitavo a Londra, e mi sono accordata con una caro amico per fare questi 4/5 giorni in Irlanda con lui e altre persone, tra cui il Mauri, un improbabile pasticcere, e altri 3 uomini che non conoscevo o conoscevo poco.

Tanto per iniziare ho perso il volo d’andata: ero ritornata a Londra da poco dopo un’assenza di alcuni mesi e facevo festa tutte le sere (……..) quindi il volo delle 7  del mattino l’ho preso solo in sogno. Sono stata fortunata a trovare un posto sul successivo volo, nelle giornate prima di San Patrizio i voli sono super affollati. Abbiamo noleggiato un’auto a 8 posti, ribattezzata “cardinsòn”, dal dialetto lomellino “catennaccio” ovvero… un qualcosa di trash, vecchio e decrepito! Ho guidato anch’io il “Cardinsòn”, e vedere quei 5 uomini portati in giro da una allora Laura 24enne mi faceva sorridere.

Durante un giro della penisola di Dingle, ci siamo fermati in prossimità di un punto panoramico, vicino a un vecchio e romantico cimitero celtico, a fare foto e passeggiare. Fatalità, nel campo adiacente, un agricoltore stava aiutando una mucca a dare alla luce il suo vitellino. Siamo rimasti tutti incantati, congelati, commossi ad osservare il miracolo della vita che si compiva davanti ai nostri occhi. Il Mauri ha sdrammatizzato il tutto arrampicandosi su di un albero e chiedendo una foto!

Dingle allora era un villaggio di pescatori, assolutamente non commerciale. Abbiamo passato più giorni nel solito bed and breakfast, già collaudato dai miei amici. Sono poi tornata ancora due volte a soggiornare lì, e la bimba che nel 2000 cullavo dentro la culla mi ha aperto la porta dandomi la benvenuta.

L’ultima sera a Dingle, come da copione, ci siamo presi una sbronza colossale. Il Mauri ha bevuto forse tre birre piccole, grande sgarro per lui. Alla fine, dovevamo proprio uscire dall’ultimo pub aperto, perchè era in chiusura anche lui, e il Mauri si è attaccato a delle ringhiere di legno e mi ha chiesto di scattargli una foto, che si sarebbe intitolata: “Io voglio restare qui!”

Dopo quella volta, sono tornata a Dingle otto anni dopo, il Mauri era mancato da pochi mesi. Lui mi registrava cassette, si, cassette, con la sua musica, mi ha introdotta a Nick Drake, ai Modena City Ramblers, a Beth Orton e tanti altri. In una di queste cassette, l’ultima canzone è stata “Ninna Nanna” dei Modena City Ramblers. Me la diede in Italia, io sarei ripartita per Londra il giorno successivo. Ora non posso più ascoltare quella canzone senza piangere alla fine.

“E se per caso ti sei persa in qualche fredda terra straniera, ti mando una Ninna Nanna per sentirti più vicina.”

Ora è lui perso in una fredda terra straniere di cui nessuno di noi sa nulla. Ritornata a Dingle, ho scritto varie frasi, tra cui questa, su di un pezzo di carta, sono andata sulla scogliera di Dingle, e insieme al vento e ai gabbiani, ho affidato il mio pezzo di carta al cielo e al mare, alle fate, agli gnomi, sperando che là, in quella terra fredda e lontana, il Mauri potesse sentire che noi siamo qui e non l’abbiamo dimenticato.

 

-La foto “Io voglio restare qui” è ora sulla sua lapide.

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L’associazione è   “Amici del Mauri” a Mede, PV

……

“Riportando tutto a casa” è l’album dei Modena City Ramblers che include Ninna Nanna e tante, tantissime canzoni dal ritmo irlandese che inneggiano ad alzare una pinta e dimenticarsi di tutto il resto. Senza dimenticare però di portare a casa con noi un pezzo di Irlanda.

Una settimana e un giorno – Intro

Ciao a voi che mi seguite e leggete!

Sto iniziando a scrivere una cosa nuova, un racconto lungo o un libro corto. Vi propongo l’inizio, un assaggio, un incipit. Questa volta è scritto in terza persona, cosa che di solito non faccio. Fatemi sapere cosa ne pensate!


 

DSCN5251Giorgia passeggia con la testa tra le nuvole. Ha appena fatto colazione al bar con Stefano, dopo una nottata di baci, abbracci e passione. Ora le si prospetta un mese lontano da lui, il fatidico mese d’agosto che lui si è preso interamente di vacanza per poterlo dedicare alla figlia. In effetti dopo soli tre mesi di relazione Giorgia non avrebbe potuto avanzare chissà che richieste per le vacanze. In effetti dopo tre mesi di relazione Stefano è ancora un enigma: cosa fa durante le sei sere alla settimana in cui non stanno insieme? Perchè stanno insieme solo di notte e mai di giorno? Sono tre mesi di relazione o tre mesi di incontri fugaci? La testa passa dalle nuvole all’asfalto, i dubbi sono molti anche se l’intesa tra di loro è palpabile, è energia elettrica. Sarà mica uno di quei casi in cui si scambia il sesso con l’amore? Giorgia scrolla la testa prima di raschiarla contro l’asfalto, accenna un sorriso sulle labbra come le insegnano a yoga e pensa positivo. D’altra parte lui le ha proposto di andare a vivere insieme. Le ha promesso di farle conoscere la figlia. Le dice sempre che nuda è uno spettacolo. La suoneria di un messaggio la risveglia. E’ Stefano, che dolce, è appena partito e già scrive!

“Buongiorno tesoro”

Giorgia rimane un attimo interdetta. Che bisogno c’è di mandare il buongiorno dopo aver dormito insieme, essersi svegliati abbracciati e aver fatto colazione insieme? Decide per una risposta evasiva, un buongiorno con un cuoricino, al quale lui risponde con un altro cuoricino.

Arrivata ormai a casa, Giorgia è ancora più dubbiosa. Scorre freneticamente i messaggi dei mesi passati, riconosce uno schema, il buongiorno nella stessa finestra di orario, le risposte solo coi cuoricini, occasionalmente qualche riga scritta ermeticamente. Si alza dal divano, passeggia su e giù nel piccolo e caldo appartamento, l’afa inizia a farsi sentire anche alle nove e mezza del mattino. Prende la moka e si prepara un caffè. Aspetta la bevanda scura appollaiata sullo sgabello della cucina, la mente cerca di mettere a fuoco qualcosa di confuso ma che si sta diradando. Il caffè l’aiuta a far lavorare più velocemente il cervello. Apre google, le bastano meno di dieci secondi, e trova la sua risposta: applicazione che invia automaticamente messaggi. Lo slogan canta: “Sàlvati dalla ragazza offesa per il mancato buongiorno!”

Ecco, un altro imbecille, un’altra sconfitta, altri mesi buttati al vento. “Meno male che oggi pranzo con Selene” pensa Giorgia. Le amiche. I migliori cerotti dopo le brutte cadute.

Giorgia aspetta l’amica al fresco di un barettino del centro. Non ha nemmeno versato una lacrima, non se ne capacita, la situazione è talmente surreale che le lacrime hanno scioperato e sono rimaste rintanate dentro gli occhi.

Vede arrivare Selene dalla vetrina, bellissima e sorridente come sempre, con la figlia che le tiene la mano, sorridente anche lei. Selene ha le forme perfette, da brava insegnante di danza moderna si tiene in forma. I lunghi capelli neri le incorniciano il viso amichevole e simpatico.  Gioia le salta al collo, è davvero una bimba adorabile! Mangiano velocemente un paio di tramezzini per poi fare una passeggiata al quasi fresco dei portici, così che Gioia ammira le vetrine e le due donne hanno qualche minuto per raccontarsi le ultime news.

<Un’app? Giorgia ma sei sicura?>

<No ma quasi… Così tutto torna, assurdo ma potrebbe essere vero!>

<Tutto è possibile purtroppo… ho avuto un ex che aveva un file excell con le date del ciclo delle donne che vedeva…>

<Non ho capito…>

<Per non uscire con loro durante le mestruazioni! Giorgia lascia stare, come ti senti?>

<Delusa. Umiliata. Delusa di me stessa, mi sono fatta prendere in giro. Credevo di essere una donna intelligente…>

<Lo sei! E’ che hai una gran voglia di rimetterti in gioco e forse dai fiducia così, un pò alla leggera. Hai voglia di crederci e quindi ti lasci andare facilmente.>

<Vero…è che sono così stanca di stare da sola…>

<Giorgia sei una donna fantastic

a, solo uno stupido ti lascerebbe andare!>

<Eh certo, infatti ho la fila sul pianerottolo…>

<Dai, animo! E’ estate! Perchè non vieni al mare con me e Gioia? Non saranno i caraibi ma abbiamo preso un appartamento in centro Caorle per una settimana. C’è una camera in più, tanto Gioia dorme con me. Magari non sarà sempre con noi, viene suo papà a prenderla un paio di volte, e poi verrà anche Bjorn a passare un paio di serate in compagnia, dai, ci divertiamo!>

<Devo reggere il moc

colo a te e Bjorn? Non ci penso proprio!>

<Ma no, ci saranno anche i suoi amici, cosa stai a fare qui in città al caldo!>

<In effetti… sicura che non disturbo?>

<E te l’avrei chiesto? Dai sciocchina, una settimana al mare! Olè!>

Giorgia rimane per tutto il giorno con una sensazione strana appiccicata addosso, come se l’avessero beccata con le mani nella marmellata, ma in realtà è Stefano a essere stato beccato! Passano i giorni e Giorgia si prepara alla resa dei conti. Quattro giorni dopo arriva la mattina della partenza per il mare. Quattro giorni in cui non ha risposto ai buongiorno di Stefano. Quattro giorni in cui lui non si è nemmeno degnato di aggiungere un “come stai”. Quattro giorni in cui Giorgia si è astenuta dal postare sui social. Potrebbe essere il giorno del suo funerale se le fosse successo qualcosa, con Stefano incurante di tutto. Opta per un’opzione da signora. Aspetta l’immancabile “buongiorno tesoro” e subito risponde: “usi un’app per mandarmi il buongiorno?” Silenzio. Nei secoli dei secoli. Amen. Non è Giorgia la defunta ma Stefano, che evapora per sempre.

Tinderland – Simone e Noè

Perchè non solo le donne hanno “problemi”TDL VE su Tinder…

Simone e Noè

Vecio, come ti stà?”

“Ben. E ti?”

Ben. Otto! Fàme do spriss!

Otto sogghigna, prende due calici e li appoggia al bancone. Un paio di cubetti di ghiaccio, non di più, mica siamo americani, aperol, acqua gasata, poca, e abbondante prosecco. Agguanta entrambi i calici con una delle sue grandi mani, si avvicina mollemente ai due amici, facendo risuonare sulla pedana di legno i suoi stivali di pitone finto.

Il “VerdeMar” è un bar che non ha niente di verde e da cui non si vede nemmeno il mare: incastonato in una via laterale di Marghera, è frequentato da quel melting pot tipico delle zone veneziane, giovani, meno giovani, vecchi, bambini, famiglie, massaie, coppie, tutti. Venezia è lì a pochi kilometri, come un miraggio, al di là del lungo ponte, la si può annusare, col suo tipico odore di laguna e da freschin.

Marghera è una trappola: se ci vivi ci rimani, il resto del mondo resta fuori, quasi fosse tutto lontano, faticoso, laborioso. Il “VerdeMar” non è mai vuoto, c’è sempre qualcuno da dissetare, sfamare o che ha voglia di fare quattro ciacole.

Noè e Simone si conoscono da una vita, stessa scuola, stesso palazzo, a volte anche stessa ragazza. Ora condividono anche la data della separazione dalle rispettive mogli, mese più, mese meno. Noè è quello più indaffarato, dovendo gestire i due figli tre giorni alla settimana, Simone invece ha come fardello solo una grande amarezza, quella della sconfitta, di non essere riuscito a far sopravvivere il suo grande amore alla quotidianità. Cellulare in una mano e spritz nell’altra, scambiano ogni tanto due parole.

“Vieni a vedere la partita di champions da me stasera?”

“Simo, no ghea fasso, devo andare a prendere i putèi, li porto a mangiare il gelato.”

“Passa dopo allora.”

“No, no ghea fasso proprio.”

Noè digita freneticamente sulla tastiera, alza gli occhi solo fugacemente per scusarsi in modo espressivo con Simone per la sua assenza per la partita, ma proprio non è possibile! Stavolta ha fatto bingo: una bella mora che dopo i soliti convenevoli, alla domanda “cosa ci fai su tinder?” ha risposto “Voglio migliorare la mia tecnica per la fellatio.” Un gelato veloce coi putèi e via, a sacrificarsi per la ricerca!

Simone fa scorrere le dita sulla schermo, visi di sconosciute gli passano davanti senza comunicargli nulla: more, bionde, tinte, rifatte, quasi tutte in posa con la boccuccia a bacio, non se ne può più, ma non se ne accorgono che così si accentuano le rughe sopra il labbro superiore? <Vecchie, sembrano tutte vecchie, la mia Elena invece è rimasta un fiore, anzi, dopo il divorzio è rifiorita, spero di non vedere mai il suo bel viso apparire su questo schermo.> Questi pensieri fanno agitare Simone, uno spritz, non basta.

CONTINUA NELLA RACCOLTA DI RACCONTI: “AMORE 5 / HORROR 1 

IN USCITA A META’ APRILE 2020

TINDERLAND

Tinderland immagine

ENGLISH BELOW!!!

Due donne si avvicinano con passo lento verso il bar con vetrata che dà sul parco. Appena entrano l’aria condizionata le investe, entrambe tirano fuori dalla borsa un foulard con cui si coprono velocemente.

“Poi mi viene male alla cervicale” dice Carola.

“Si, e a me anche alla pancia.” Risponde Sara.

Un solerte cameriere poco più che ventenne si avvicina a prendere le ordinazioni.

“Un prosecco!” chiede Sara.

“Per me un prosecco doppio”.

“Come doppio! Allora anch’io!”

“E’ il caldo, mi servono sali minerali.” Spiega Carola.

Le due donne rimangono un attimo in silenzio, godendosi l’aria fresca che pian piano irrigidisce la pelle dopo il sudore accumulato durante la passeggiata in città. Quando il caldo salta fuori così all’improvviso, l’aria  condizionata sembra il paradiso!

Sono entrambe piacenti, poco più che quarantenni, nessuna delle due è particolarmente appariscente o speciale, ma sono comunque due belle donne. Carola porta un rossetto acceso che le dà un’aria di sfida, in abbinamento a uno sguardo veloce, a tratti sfuggente, critico. L’altra è provata dal caldo, i capelli biondi appiccicati al collo, le occhiaie profonde di chi ha dormito poco e male. Entrambe sospirano all’arrivo del prosecco.

“Carola com’è che siamo due belle  donne con una brillante carriera nella moda e siamo single da più di sei mesi? Cos’abbiamo sbagliato?”

“Prima di tutto tu fai la commessa da Intimissimi e io da H&M, e poi abbiamo un cervello cara. Non ci accontentiamo.”

“Ho capito, ma è mai possibile che siano proprio tutti presi? Non ci sarà la fuori uno divorziato o single alla ricerca di qualcuno con cui passare del tempo?”

“Saretta, guardati in giro: dove lo vorresti trovare?”

La fauna del bar consiste in due ultra sessantenni, un paio di madri coi figli e un mezzo ubriacone al banco.

“Dobbiamo andare mirate, qui non va bene e nemmeno in discoteca, ormai ci vanno solo i diciottenni, non vanno bene per noi. Penso che dovremmo iscriverci a Tinder.”

“Anni fa ero su Meetic, questo non lo conosco.”

“E hai trovato qualcuno Carola?”

“No.”

“Sei mai uscita con qualcuno incontrato lì?”

“No.”

“E perchè?” incalza impaziente Sara.

“Una massa di morti di figa. Non mi piaceva nessuno.”

“Ci potremmo provare, insieme! Dai, è scoppiata l’estate, usciamo a divertirci col primo che capita, torniamo spensierate, basta star qui a rimuginare sul passato, c’è bisogno di aria nuova! Scarichiamo ‘sta cavolo di app!”

Seguono due giorni di intenso scrollare a destra e a sinistra, a calibrare il kilometraggio e l’età. Sara per sbaglio, non sapendo come funzionasse l’app, sceglie cinquanta persone, o per lo meno tutte quelle permesse dall’app gratuita, col risultato di far scoppiare la chat di messaggi da match che in realtà non aveva selezionato consapevolmente.

Una volta capito come funziona il tutto, resetta i match e inizia la caccia. Aggiusta il tiro anche sulla descrizione:

“Cerco una persona che mi apprezzi, cerco un complice, qualcuno con cui condividere risate e serate.  Adoro leggere e cucinare per gli amici o per una persona speciale. Cerco… ma poi apprezzo quello che trovo. “

Carola pondera a lungo cosa scrivere. Vorrebbe dichiarare che fa la hostess, quelle beccano sempre. Si limita a “Sono una donna determinata. Nel tempo libero fotografo e leggo libri, per lo più grandi classici.” Nessuna frase ammiccante, nessuna allusione a un uomo da cercare. Chi se ne frega, vediamo cosa succede.

3 giorni dopo, stesso bar, stesse donne

“Ho conosciuto uno!!!”

“Sara, meno male che non hai conosciuto una! Ci siamo iscritte a una chat di incontri, ci sta!”

“Ma questo l’ho proprio conosciuto! Due chiacchiere e mi ha chiesto se ero libera per l’aperitivo! Pensa che non aveva nemmeno visto una mia foto! Mi ha voluta vedere perchè gli è piaciuto il profilo!”

“Si, vabbè. Com’è andata?”

“Allora, dopo l’aperitivo mi ha portata in un localino sui Navigli dove abbiamo cenato e bevuto, o mamma se abbiamo bevuto! Poi quando siamo usciti ha anche acceso una canna di maria, pensa, la coltiva lui!”

“Uno scienziato…” grugnisce Carola.

“E’ carino, molto alto, viaggia tantissimo, va a cavallo, è un uomo davvero interessante e ci siamo divertiti un sacco!”

“Bene, mi fa piacere. Quindi vi rivedrete?”

“Sai che non ho nemmeno il suo numero? Gli ho scritto sulla chat di Tinder ma non mi ha più risposto.”

“Eh cara, è perchè non gliel’hai data!”

“Carola…beh, in effetti, si, gliel’ho data…”

“Ah! Beh, allora non si fa più sentire perchè gliel’hai data subito!”

“Ok, ok, sono sicura che mi richiamerà, anche se in effetti, si è volatilizzato da casa mia alla velocità della luce quando abbiamo finito…insomma, e tu?”

“Sono uscita con uno che guida i treni… non mi ricordo come si chiamano…”

“Macchinisti?”

“Macchinisti de che? Non è troppo generico? Appena l’ho visto mi ricordava qualcuno, ma non riuscivo a focalizzare. Abbiamo iniziato a parlare di libri, quando gli ho nominato i classici lui mi ha tirato fuori nomi come Omero e non so chi altro, io ribatto con Jane Austen e le sorelle Bronte, ma per lui quella è letteratura moderna. Mi sembrava un pò affettato, finto, gli ho chiesto della ex moglie e dei figli, allora è diventato più naturale, dolce. “

“Grande Carola! Quindi vi rivedrete?”

“No, assomiglia troppo al mio ex, per carità!”

“Ah… ma vi siete almeno baciati?”

“Ti ho detto che è la fotocopia del mio ex! Assolutamente no, croce sopra.”

“Quindi?”

“Quindi domani esco con un personal trainer.”

“Eh brava la mia Carola, non ti facevo così intraprendente! Io aspetto che il tipo dell’altra sera si rifaccia sentire, mi è piaciuto proprio tanto.”

Carola si appoggia mollemente allo schienale della poltrona, tira fuori dalla borsa un pacchetto di sigarette, ne accende una con un accendino rosa acceso. Sbuffa fuori la prima boccata con grande piacere, e con estrema serietà sentenzia:

“Quello non si farà sentire mai più.”

5 giorni dopo. Stesso bar, stesse donne.

Sara sta sorseggiando un tè freddo alla pesca all’ombra dell’enorme abete fuori dal solito bar. La frescura degli alberi è sempre più salutare dell’aria condizionata, quella fa venire mal di gola e secca la pelle. Carola arriva con passo leggero, con il solito rossetto acceso che la rende così aristocraticamente diva. Sara la vede arrivare da lontano: non si capacità della fortuna che le è capitata nel trovare un’amica come lei, coi piedi per terra ma sognatrice, pratica ma leggera, vulnerabile e forte.

“Sara che cazzo stai bevendo?”

“Tè freddo alla pesca! Ne vuoi uno anche te?”

“Stai male?”

“No, sono uscita anch’io con un personal trainer e adesso cambio stile di vita!!!”

“O signore… speriamo che non sia lo stesso…” commenta Carola tra l’imbarazzato e il divertito.

“No tranquilla, il  mio è di Parma, il tuo è di Milano, no?”

“Parma? Un pò più lontano, no?”

“Milano non è così grande come sembra sai, e poi è uno a cui piace viaggiare.”

“Un altro…”

“Carola, per favore, è stato carinissimo. Per ringraziarlo che è venuto fino a Milano, gli ho preparato la cena a casa da me!”

“Brava, spero che il vino lo abbia portato lui.”

“No, non è un esperto e non voleva sbagliare.”

“Ah perchè tu invece?”

“Smettila, parliamo di cose importanti. Ti dicevo che è stato carinissimo, e poi ha un fisico… volevo proprio mettergli le mani sopra! Bicipiti scolpiti con tatuaggi tribali, occhi verdi, gentile, dolce, ha chiacchierato un sacco! Credevo che non mi avrebbe mai baciata, e invece alla fine l’ha fatto!”

“Io invece il mio personal trainer l’ho incontrato qui. Figurati se me lo porto a casa, poi non sai mai come fare per cacciarlo via. Io ho bevuto un aperitivo e lui acqua naturale…ma si può essere più tristi?” declama stizzita.

“Carola, lo fanno per il fisico, ci sta, e anche noi dovremmo avere uno stile di vita più morigerato!”

“Secondo me il nostro stile di vita è perfetto. Comunque non so se lo rivedrò, troppo basso.”

“Tutti scrivono l’altezza sul profilo! Pare che sia la caratteristica più richiesta! Sai come si dice, altezza mezza bellezza!” ammicca Sara.

“Si ma quello vale solo per Vincent Cassel, ho visto uomini alti che erano dei cessi. Ma a me proprio non va, non voglio rischiare di mettere i tacchi e di essere visibilmente più alta del mio uomo.”

“Ma vi rivedrete? Vi siete baciati?”

“Non credo proprio. E no, non ho baciato nemmeno questo rospo. E tu con Parma?”

“L’abbiamo fatto tre volte!”

“Grazie per l’info dettagliata Sara… volevo sapere se avevi intenzione di rivederlo…”

“ Ci messaggiamo… però sai, Parma… in effetti dovrei trovare qualcuno di più vicino…”

“Eh, te l’avevo detto…” decreta Carola spalancando gli occhi nocciola.

……

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IN USCITA A META’ APRILE 2020

 

 

Dedicato a tutte quelle che credono ancora nell’amore, nonostante tutto.

Grazie a @cristina_fiorito_ per l’immagine della Torre Unicredit di Milano.

 

Tinderland immagine

TINDERLAND

Two women walk slowly towards the bar with big windows in the park. Air conditioning hits them as soon as they get in, both get a scarf out of the bag and cover up quickly.

“Or I’ll get neck pain” Carola says.

“Right, and stomach ache” adds Sara.

A diligent waiter in his twenties takes the order.

“Prosecco please!” orders Sara.

“Yeah, double for me.”

“Double! I want that as well!”

“I need minerals, too hot.” Explains Carola.

The women stay silent for a while, enjoying the cool air that dries their skin after the heat they got during their walk. When the heat wave comes so fast, air conditioning is like paradise!

They’re both pretty, just over their forties, none of them is eye-catching or striking but they are nice. Carola wears a bright red lipstick that gives her a daring look, combined with a quick and fleeing gaze, critical. The other one is suffering the heat, the blond hair sticking to her neck, deep eye bags show she slept little and badly. Both of them sigh when prosecco arrives.

“Carola, how come we are two beautiful women with a brilliant carrier in fashion and we are single since more than six months? What’s wrong?”

“First of all, you are a shop assistant for Intimissimi and I am for H&M, on top of that, we have a brain darling. We don’t compromise.”

“I get that but is it possible that each and every man is already taken? Maybe there is a divorced or a single guy out there looking for somebody to spend his time with!”

“Sara, look around: where shall we find him?”

Fauna in the bar is composed by two elder men, a couple of mothers with kids, a drunken man at the counter.

“We have to be picky, this place is not good, also clubs are not good, unless you want a teenager. I think we should try to sign up on Tinder.”

“I used Meetic years ago but I don’t know this.”

“Did you find somebody there, Carola?”

“No.”

“Have you ever dated somebody you meet on the app?”

“No.”

“Why?” asks Sara impatiently.

“Just epic pussy hounds. Waste of time.”

“We should give it a try, together! Come on, summertime is in bloom, let’s go out and have fun with anybody, we need careless moments, stop thinking over and over about the past, we need fresh air! Let’s do it!”

This conversation is followed by two days of heavy scrolling left and right, correcting distance and age. Sara, by mistake, chooses fifty people, or as many as the free version of the app allows, so the chat explodes with messages from people she really did not select. Once aware of how it works, she resets the app and starts hunting. She also fixes her description:

“I’m looking for somebody who will appreciate me, I am looking for an accomplice, somebody to share evenings and laughs with. I love reading and cooking for friends or for somebody special. I look for… and then I am grateful for anything I receive.”

Carola thinks over and over about her description. She would like to declare she’s a hostess, that would be appealing. Then she just writes: “I am a resolute woman. In my spare time I photograph and read books, mainly classics.”

No winking lines, no reference to men. Who cares, whatever.

 

 

3 days later, same bar, same women.

“I met a guy!”

“Sara, I’m glad you met a guy and not a girl! We signed up to a meeting chat!”

“Yeah but I really met him! We chatted a bit and then he asked me out, without asking for a picture! He wanted to meet me because he liked my profile!”

“Yeah, right. And?”

“So, after the aperitif we went to a cute restaurant by the river bank where we dined and drank, oh God we drank! Then he lights up a joint, he grows his grass!”

“A scientist…” grunts Carola.

“He’s cute, very tall, travels a lot, rides horses, very interesting and we had a ball!”

“Happy to hear that. So you’ll see him again?”

“I don’t have his number. I texted him on the Tinder chat but no answer.”

“My dear, that’s because you didn’t sleep with him!”

“Carola…actually, I did!”

“Ah! So that’s because you slept with him right away!”

“Right, right, I am sure he’ll get back to me, even if he ran away at the speed of light when we finished…ok, and you?”

“I dated a guy who drives trains… what’s the name…”

“Driver?”

“Too generic. As soon as I saw him he reminded me of somebody but I couldn’t focus. Then we started talking about books, classic writers and he mentioned Homer and who knows who else, I replied with Jane Austen and the Bronte sisters, but he considers them modern literature. He seemed a bit put-on, fake, so I asked him about his ex-wife and kids and he became natural, sweet.”

“Great Carola! So when is the next date?”

“Never, he reminds me of my ex!”

“Oh, have you kissed?”

“I told you he’s just like my ex! It’s a no!”

 “So?”

“So tomorrow I’ll date a personal trainer.”

“Well done Carola, I didn’t picture you like a femme fatale! I’ll wait for that guy to write me back, I really like him.”

Carola leans lazily on the back of the seat, pulls a pack of cigarettes out of the bag, lights one up with a shiny pink lighter. She exhales the first puff with huge pleasure then rules extremely seriously:

“He’ll never get back to you.”

 

 

5 days later. Same bar, same women.

Sara is sipping a peach iced tea at the shade of the huge fir tree out of the usual bar. The freshness of the trees is healthier than air conditioning that dries your throat and skin. Carola approaches with a light step, the usual bright red lipstick gives her such an aristocratically diva look. Sara spots her from far: she cannot believe her lucky star brought her such a good friend, down to earth but dreamer, practical but light, vulnerable and strong.

“Sara what the fuck are you drinking?”

“A peach iced tea! Would you like one?”

“Are you sick?”

“No! I dated a personal trainer and now I want to change my life style!”

“Oh God, I hope he’s not the same as mine…” comments Carola both embarrassed and amused.

“Don’t worry, mine comes from Parma, yours is from Milan, right?”

“Parma? A bit far…”

“Milan is not as big as it seems, and he’s a traveller.”

“Another one…”

“Carola, please, he was cute! To thank him for coming over, I prepared dinner for him at my place!”

“Well done, I hope he brought the wine.”

“No, he’s not an expert, he didn’t want to make mistakes.”

“Ah, are you an expert?!?”

“Stop it, let’s talk seriously. I told you, he was cute, and so fit… I really wanted to touch him! Tribal tattoos on perfect biceps, green eyes, kind, sweet, we chatted for long! I was scared he wasn’t going to kiss me, but then he did!”

“Well, I met my personal trainer here. I would never bring someone home, too hard to kick him out then.  I had an aperitif and he had still water… how sad!”

“Carola they do it to be fit, I appreciate that, we should have a straighter life style.”

“I think our life style is perfect. Anyway, I don’t think I’ll see him again, too short.”

“They all state their height in the profile! Apparently it’s the most requested feature. You know, the taller the better!”

“That works only for Vincent Cassel, I’ve seen tall men who were shit-holes: I don’t want to wear heels and be taller than my man.”

“Will you see him again? Did you kiss?”

“I don’t think so. No kiss for short frog. And you with Mr Parma?”

“We did it three times!”

“Thanks for the accurate info Sara. I just wanted to know if you would see him again.”

“We text…but you know, Parma… maybe I should find someone closer…”

“Well, I told you…”

 

5 days later. Same bar, same women.

Heat wave is hitting Milan hard, the park is full of people eating ice-creams. Carola and Sara are comfortably sitting at their usual bar, enjoying the freshness of the huge oak (or was it a fir tree?) They sip a white wine spritzer with lemon zest, their personal recipe against the heat.

“You have no idea how many lousy people I had to deal with today. They beg for discount on discounted clothes!”

“Carola we always try to get a discount when we shop…”

“Yeah but we do it with style, with kindness. They demand it, lousy…”

Sara enjoys the refreshing drink, guiltily reminding the last time she demanded a discount in an herbalist shop. She changes topic:

“I saw a guy yesterday, so hot!”

“But…”

“Why should there be a “but”, Carola?”

“I read the subtitles in your tone of voice” she answers half cynical and half amused.

“We went out, dined, so fascinating with this Greek god’s face. Then I asked him where he lives…”

“And where does a Greek god live?”

“At his mum’s and he’s fine with it. He’s forty years old and he never made himself a coffee.”

“I hope you started running as fast as a gazelle!”

“Actually I went back to his…”

“To his mum’s???”

“Yes, he has a nice bedroom, not childish, I like him, he’s sweet and he’s so fit, clever, funny. I could really like him.”

“Sara, you left home at 19, what can you share with a guy who lives with his mum at 40?”

“These men deserve a chance! They don’t come in a beautiful box, perfectly perfect and with a ribbon on their head! We need to polish and file, there is something good underneath…”

“Sara, darling, I understand how you feel. You are alone and ready to get back to life, to feel alive, but you cannot get infatuated with any guy you sleep with. That is just sex! They are men! They may tell you any kind of sweetness having sex, but don’t believe them, you need to preserve yourself! You must tell sex from love, and you have to keep something for you, don’t play all in, calm down. You don’t hope to find love in this chat, right?”

“They say it’s the future. Forget those who declare they are married and just looking for adventures, I’m not interested in that. We cannot be the only two persons left who believe in love.”

“No, maybe it’s only you.”

“Carola! Don’t say that! What happened?”

“Nothing, I don’t like those guys, I’m chatting with three but I don’t feel like going out with a stranger. I feel like a horse showing teeth and muscles, it’s like a never-ending exam. That’s it, I’m done.”

“You cannot leave me alone, we decided to do this adventure together!”

“What can I do, I don’t like anybody. And after all… I still think of him…”

“No… Big…”

Every respectful woman has or had her own Mr Big, and Carola’s one is like an infestation.  He’s not willing to leave her mind and heart.

“He hurt you, badly, how comes you’re not furious with him?”

“I am! A lot! But I love him…”

There, the snob Carola in sitting on the bench. Now the leading lady is here, sweetly vulnerable but strong, the woman who takes pictures of what people cannot see, who catches the beauty in the underground steps, or in a naked tree and then shows it to you as an image and you think: how many times I’ve seen those steps, those trees, and did not perceive their strength? A higher sensibility is needed in order to see, not just to look. This sensibility impairs Carola to be at ease in the swirling merry-go-round of the chat world, sometimes cold and sterile.

“Did mummy’s boy call you back?”

“No, not yet.”

“Leave it, it’s a dead end story. At least you had some sex, I cannot do it, they are strangers to me. And at the end of the day, we both are back to the same point, alone again. So, sex doesn’t make any difference. They are always the same kind of assholes.”

“Well if you picture it like that…”

“That’s it, no more Tinder, it’s a useless circus.”

“You’re right, I quit too.”

 

10 days later. Same bar. Maybe not the same women.

Carola sips her espresso. Sara stirs some sugar in her barley coffee. Beat the budget, today breakfast at the bar with a double filled croissant, chocolate and custard cream! Birds are not twitting but cicadas do… cicadas in the center of Milan, the ecosystem is fucked up.

Sara is wearing a cute white and black stripes dress bought in Carola’s shop (discounted, of course). She has a satisfied look and Carola spots it right away.

“No need to ask what happened last night…”

“Does it show? I haven’t spoken yet!”

“Come on, spit it out!”

“Then you’ll tell me off” answers Sara with a childish look.

“Spit it!”

“I saw a guy…for the second time!”

“Didn’t we quit Tinder?”

“He’s different, he came to our first date with flowers! He likes me!”

“Did you sleep with him?” asks Carola.

“Of course, the first evening.”

“You’ll never learn, stop wasting your time!”

“I still believe in human beings, in spite of all. I tried to get away but I cannot. Is it just sex? Fine. Will it be more? Fine. I like him Carola, I really do.”

“Don’t let him fool you, you have a brain, please don’t forget this. Believe in humanity but don’t let him make fun of you. And do you know where he can stick his flowers?”

“Come on, it’s a romantic old style thing!”

“Oh please, leave it.”

“It’s fine for me but ok, I’ll be careful, I’ll see what to do.”

 

The two friends walk away in different directions. Both of them check their phones immediately. Carola finds a message on the Instagram chat from a handsome Canadian photographer who praises her for her shots. Mmh, she thinks, Canada… I’ve never been there, it’s cold, I like cold, I could be happy in Canada with a house and some nice curtains on the window.

Sara finds a WhatsApp message:

“Good morning sunshine, how about tonight?”

“Of course! I’ll cook for you, can’t wait to hug you!”

 

 

To all of you who still believe in love, in spite of everything

Thank you to @cristina_fiorito_ for the Unicredit tower of Milan pic.

 

Domande…Questions…

Londra (1 of 1)

ENGLISH BELOW!!!

Sono single e ho 43 anni. Non ho figli. Ho un cane che adoro ma che faccio fatica a gestire. Quando io e il mio ex ci siamo separati, lui si è tenuto uno dei nostri due cani e io l’altro. Quindi mi sono trovata single con un cane da gestire, che ogni tanto migra verso le case di mia mamma o di mia sorella o della dog sitter nei periodi in cui sono troppo impegnata col lavoro. Però non volevo parlare di cani, ma di me.

Vivo in una condizione strana, disillusa quasi completamente sul fronte coppia, penso che non avrò mai figli e anche se non li ho mai voluti, ora mi dispiace essermi privata di questa esperienza unica. A volte mi sento sola, a volte mi sembra di essere una privilegiata: mangio come e quando voglio, vado dove voglio, sono in completa autogestione. Sono felice? Sono infelice? Ho bisogno di un uomo? Dove voglio andare? Qual’è la mia meta? O la mia metà… esiste o sono solo invenzioni colorite per dar vita a romanzi? Siamo fatti per vivere tutta la vita con la stessa persona? Lo so che la famiglia del mulino bianco non esiste, ma è possibile vivere bene, in coppia, senza avere rimorsi o rimpianti?

Mi sentirò sempre insoddisfatta perchè non ho avuto figli? I progetti collaterali come la scrittura, la fotografia, il lavoro, riusciranno a riempire le mie giornate e a farmi sentire bene? Le amicizie che ho sparso in tutta Italia e in giro per il mondo sono vere anche se non ci vediamo spesso e anche se siamo lontane? Perchè cerchiamo sempre il senso della vita se già sappiamo che niente ha senso? Abbiamo già perso tutto, siamo destinati a morire, e allora perchè ci danniamo l’anima per guadagnare di più, per assicurarci un gruzzoletto da parte, per avere più cose, invece di goderci il tempo a disposizione con le persone che amiamo?

Perchè ci lasciamo condizionare dalle storie passate precludendoci di affrontare il futuro col cuore aperto? Perchè allontaniamo sempre le persone sbagliate? Perchè andando avanti con gli anni diventiamo ciniche? Perchè non posso sentire le farfalle nello stomaco come anni fa? Perchè non ho una folta chioma di capelli? Perchè la casa si riempie di polvere ad una velocità inaudita? Perchè non sono meritevole di un amore da favola? Perchè le favole non esistono? Perchè pensiamo così tanto?

 

Perchè le donne sentono il bisogno di esternare i loro pensieri e gli uomini parlano invece di cavolate? Perchè Chris Cornell si è suicidato, cavolo?!?? Perchè la musica del pianoforte mi piace così tanto? Perchè c’è gente che non apprezza “Cent’anni di solitudine” di Marquez? Perchè il sassicaia è così buono e costa così tanto?

Vado a fare la pennichella…

I’m single and I am 43. I don’t have kids. I have a dog and I take care of him with efforts. When me and my ex split up, he kept one dog and I kept the other one. That’s why I’m single with a dog to handle, and he goes sometimes at my sister’s or at my mother’s when I’m too busy at work. But I didn’t mean to talk about dogs, but to talk about me. 

I am in a weird moment, disenchanted about relationships, I never wanted to have kids but now I guess I am going to regret this lack as an experience. Sometimes I feel lonely, sometimes I feel great: I eat when I want, I go where I want, whenever. Am I happy? Unhappy? Do I need a man? Where do I want to go? Where’s my destination? …or my destiny…Does love exist or is it just something made up to write romance? Are we born to live our whole life with the same person? I know the perfect family doesn’t exixt, but is it possible to have a relationship without regrets or remorse?

Will I always feel unsatisfied because I don’t have kids? Will my hobbies like photography and writing fill my life and give me peace? Are my frienships spread around the world real even if we are far away? Why are we always looking for the meaning of life if we know it doesn’t exist? We already lost all we have, we know we have to die, so why do we struggle to earn more, to pile up money instead of enjoying time with our loved ones? 

Why do our past relationships influence us to the point we cannot face the future with an open heart? Why do we chase away the wrong persons? Why do we get more cynical with time? Why can’t I shiver like when I was a teen-ager? Why is my hair so thin? Why is dust filling the house so fast? Why I am not worth a fairy-tale love? Why fairy-tales don’t exist? Why do we think so much?

Why women need to talk about their feelings and men about bullshit? Why did Chris Cornell commit suicide, damn! Why do I like so much piano music? How comes some people don’t like “100 years of solitude” by Marquez? Why is Sassicaia so good and so expensive?

I’m going to take a nap.

 

 

Chapter 9: Song of the Day: “Lonely Planet”, The The

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ENGLISH BELOW!!!

Da piccola portavo sempre a casa i gatti randagi che trovavo per strada. Per lo più erano gattini e li vedevo crescere, davo loro latte, cibo e coccole finché diventavano dei bei gattoni. Non mi era permesso tenere i gatti in casa, quindi vivevano nel grande giardino. Ogni tanto li portavo in casa di nascosto quando non c’erano i miei genitori, li tenevo con me nella mia camera a giocare, o li mettevo in garage nelle notti troppo fredde. Adoravo i miei gatti. Ciclicamente il gatto presente in quel momento spariva, io lo cercavo, lo chiamavo urlando il suo nome, per giorni, ma il gatto non si faceva più vedere. Allora mia mamma ha iniziato a raccontarmi che il mio bel gattone aveva trovato una bella micia, si erano sposati ed erano andati a vivere insieme. Ero sempre molto triste, dopo tutto l’amore che gli avevo dato, avrebbe potuto almeno salutarmi. E puntualmente tornavo a casa con un altro randagio e la storia si ripeteva, finché un giorno, durante le mie ricerche del gatto scomparso, sono stata proprio io a trovarlo senza vita nel nostro grande giardino. A quel punto mia mamma non ha più potuto inventare storie romantiche. Erano tutte bugie, non c’era nessuna bella micetta, c’erano solo automobili infernali che andavano troppo veloci o i cani dei vicini di casa in agguato.

Avevo già capito che doveva esserci una fregatura da qualche parte, ma questa era troppo grande per essere vera: tu nasci, cresci, costruisci, impari, ami, vivi e a un certo punto, tutto ti viene tolto. Ma attenzione, non ti è dato sapere quando, è una roulette russa, potresti campare cent’ anni, ma potresti anche non arrivare ai venti. Ma tu devi comunque fare la tua vita, risparmiare soldi per la vecchiaia, altrimenti sai che schifo, comprare una casa, lavorare cinquanta ore alla settimana per pagare i debiti e mantenere il tuo stile di vita. Per cosa? Per poi scomparire nel nulla in un secondo. No, non può essere, se fosse davvero così dovremmo tutti vivere vicino al mare cibandoci di noci di cocco e fregandocene di tutto il resto. E invece no. Devi studiare, lavorare, soffrire e morire. Che storia è questa? Come abbiamo fatto a ridurre così l’umanità, schiavi delle nostre invenzioni e senza la percezione della vera importanza e unicità della vita stessa? E allora basta coi “se” e coi “ma”, basta coi musi lunghi, la vita è questa e basta, nessun rewind, bisogna essere felici adesso e se non lo siamo meglio pensarci su e capire cosa non va.

-Grazie all’album “Dusk” dei The The che da decenni continua ad ispirarmi

When I was little I used to bring stray cats home. They were kittens most of the times, so I could see them grow, I was feeding them, giving milk and cuddles till they grew big cats. I wasn’t allowed to keep them inside the house, so they used to live in the garden. Sometimes when my parents were out, I used to bring them inside, to play with them in my bedroom, or I was hiding them in the garage in the coldest nights. I loved my cats. Then occasionally the cat who was with us was missing, I used to look for it, screaming its name, for days, but the cat never showed up again. So my mum was telling me that my big cat found a nice lady cat, got married and went to live together. I was really sad when this was happening, I gave the cat all my love and it didn’t say good bye before leaving. I would soon bring home another cat and the story would start again, until one day, looking for the missing cat, I found its lifeless body in the big garden. So my mom couldn’t make up some romantic stories. They were just lies, there was no lady cat but fast cars and the neighbour’s dog awaiting.

I already sensed there was something that wasn’t adding up, but this was too much to be real: you born, grow, build, learn, love, live, then, at a designated moment, everything is taken away from you. Careful though, you don’t get to know when, it’s like a Russian roulette, you may live a hundred years or you may not get to twenty. You must live your life anyway, save money for the old age, or you won’t cope, buy a house, work fifty hours per week to pay the loans and have your lifestyle. What for? To disappear in a second. It can’t be real, if it was, we all should live by the sea eating coconuts and not giving a shit about anything. But it’s not. You must study, work, suffer and die. What’s this story? How did we get to this stage, slaves of our creations, careless about the real importance of life? No more “ifs” or “buts”, no more sad faces, this is our life, no rewind, we have to be happy now and if we are not, we should think over it to understand what’s wrong.

Thanks to the album “Dusk” by The The for the neverending inspiration

Autori self… Self authors

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ENGLISH BELOW!!!

C’è tutto un mondo… di autori emergenti là fuori: alcuni hanno trovato piccolo case editrici che però li promuovono poco, altri hanno auto-pubblicato, come me. Ormai tutti possiamo avere una voce, attraverso i social, internet, ci sono svariati modi per scrivere ed esprimersi. Il mondo dell’editoria sta quasi andando a rotoli, le librerie sono piene di libri con copertine patinate e accattivanti, grandi nomi, begli scaffali ordinati. Quindi, perchè dovrei comprare il libro di uno sconosciuto che magari ha pure auto pubblicato? Se nessuna casa editrice crede in lui, perchè dovrei farlo io?

Dopo aver letto l’ennesimo libro dove una ragazza vergine si innamora di uno uomo ricco più grande di lei(e non sto parlando delle 50 sfumature), negli ultimi mesi sto leggendo solo libri auto-pubblicati e una mezza risposta ve la posso dare: sono autentici, originalissimi, scritti con passione, fame. I libri che arrivano in libreria passano attraverso le revisioni, editing, correzioni. Diciamo che sono “politicamente corretti”, senza una virgola fuori posto. I nostri libri sono autentici, a volte grezzi, nel senso che sono come un giovanotto sfrontato che crede di saper tutto nella vita e fa un pò lo sbruffone. Di quelli che ci si innamora appunto per la loro spontaneità. Non abbiamo filtri da casa editrice, facciamo innamorare un sacco di gente, facciamo morire un sacco di gente nei nostri libri, li scriviamo sentendoci liberi: io scrivo così, spero di piacere al mondo ma se non dovesse succedere fa lo stesso, io ho detto la mia esattamente come volevo.

Ce n’è per tutti I gusti: fantasy, romance, distopici, fantascienza, davvero di tutto, e vi do anche alcuni nomi, poi sta a voi venire a scovarci, cercando magari su Instagram gli # corretti come autoriemergenti, nuoviautori, selfpublishing, amazonbooks e così via.

C’è una ragazza di nome Elisa Mura molto prolifica, ha già scritto 4 libri, al momento ne ho letti due e sono ben scritti, con personaggi ben definiti, libri simpatici, scorrevoli, una buona dose di humour, a volte anche scritti dopo aver fatto ricerche storiche. Super consigliata per tutti.

C’è un ragazzo (uomo direi) di nome Matteo Baldi che fa fare cose ai suoi personaggi che ti lasciano sempre perplessa: è giusto o sbagliato? Tengo per lui o no? Libri che suscitano domande, ecco di cosa abbiamo bisogno e lui lo fa. “Noi due per sempre” è un romance (anche se è molto di più) che si meriterebbe un altro titolo, perchè è un libro che mi ha folgorata, non è la solita storia d’amore ma molto di più. Scorretto, sempre in bilico, quasi thriller, di quei libri che ti fanno venire la tachicardia, piangere, ridere.

Monia Scott ha scritto invece di una storia d’amore ambientata nel futuro su di un pianeta lontano. Ho iniziato a leggerlo scettica. In due giorni l’ho finito, entusiasta! “Nei pensieri del nemico” è ben scritto, ben architettato per tenerti col fiato sospeso, e la psicologia dei personaggi, dei loro pensieri, le loro mosse, è qualcosa di meraviglioso. A volte ti dimentichi di essere perso nello spazio perchè i personaggi sono veri, reali, ti ci affezioni immediatamente e quando finisce il libro sei triste per doverli lasciare.

Ilari Siddi ha scritto “Prigioniera dei sogni” iniziando dalla vita reale, da un episodio traumatico in seguito a un episodio di bullismo. Alla pagina 40 avevo già pianto cinque volte… per me quello è un parametro, sia per libri che per film, di quanto mi stia piacendo: più piango più mi piace! Poi l’ambientazione cambia e diventa un fantasy.

Al momento sto leggendo “Alice” di Elsa Hysteria: sono a pagina 70 e non riesco a metterlo giù, le tematiche sono fresche, attuali, scritto in modo fluido. Tutti gli autori che ho citato hanno scritto libri che starebbero benissimo sugli scaffali di una libreria, sono migliori di molti libri con editore che ho letto, e meritano quindi di una possibilità da parte del mondo.

La mia “Neness” si inserisce bene in questo contesto: I suoi personaggi bevono, a volte troppo, amano, anche qui a volte troppo o in modo sbagliato, ma sono veri, hanno cuore e anima, ecco perchè I lettori si appassionano nel leggerlo. Nel mio libro, come in quello di Monia e di Elsa, ci sono riferimenti musicali ad accompagnare la lettura, la musica è la nostra Colonna Sonora quotidiana. Nel mio ci sono anche tanti spunti per bere un ottimo calice di vino, per scoprire la Londra nascosta e non turistica.

Ora tocca a voi andare a scovare gli autori indipendenti, cercateli, leggeteli, promuoveteli! Verrà un giorno, non troppo lontano, in cui saremo noi I veri autori, non più di serie B o C. Ci stiamo unendo per creare eventi per farci conoscere e diffondere I nostri libri, per promuoverci perchè chi più di noi crede in noi e nel nostro lavoro? C’è una rivoluzione in corso, e noi ne facciamo parte.

 

There’s a whole world of new authors out there: some of them found a small publishing house, some others self-published like me. Everybody has a voice now, through social media, internet, so many ways to write and express ourselves. Publishing houses are going through a crisis moment, bookshops are full of books with captivating covers, big names, neat shelves. So why should I buy a book of an unknown writer, maybe without a publishing house? Why should I believe in him if no editor believed in him?

After reading another book where a virgin falls in love with and older and rich man, (and I’m not talking about the 50 shades), I am now only reading self-published books and I have my theory: these books are real, original, written with passion and hunger. The books on the shelves have gone through editing, corrections, they are “politically correct”. Our books are real, sometimes rough, like a young boldly guy with self-confidence, a bit cocky. So spontaneous you fall in love with him right away. We don’t have filters, many people fall in love in our books, many people die in our books, we freely write our books: this is the way I write, I hope the world will like it, and if not, I did it my way.

I am reading self published books in Italian, thos are not transalted in English but I am sure you will find many self published authors in your language, Go find them! I translated my book, “Neness” in English. The characters of my book drink too much, love too much, or love the wrong ones, but they are real, they have heart and soul, that’s why it’s so easy rooting for them.   In my book there are many “song of the day”, they’re like  the soundtrack of our life.

I dream of a future where self-published authors are as important as the other ones, and that day is not far. A revolution is about to start and I am part of it.

Codici di vita: musica e profumi Life codes: music and perfumes

English below!x sito

Penso che musica e profumi siano degli ottimi conduttori di emozioni, i migliori direi insieme alle immagini. E’ provato che le canzoni che abbiamo ascoltato durante l’adolescenza rimarranno sempre nel nostro cuore, e canzoni che abbiamo ascoltato in loop in un determinato momento della nostra vita ci riporteranno esattamente là quando le riascolteremo negli anni a venire. Una fotografia è più immediata, rivedi luoghi o volti di persone care, mentre una canzone, una musica è un mezzo più sottile, delicato, introspettivo, commovente. In macchina ascolto la radio, per farmi sorprendere dalla programmazione, e spesso mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi ascoltando inaspettatamente una vecchia canzone oppure un pezzo legato a un particolare momento. Ognuno di noi ha la propria colonna sonora personale: la musica è un mezzo salvavita eccellente.

I profumi rientrano in questa categoria: in primavera, quando il profumo del gelsomino invade le nostre narici prepotentemente, la mente va a ripescare ricordi, luoghi, persone. E’ davvero affascinante il modo in cui lavora la mente. Il profumo del caffè al mattino odora di casa, l’amarognolo della grigliata ti riporta alle scampagnate con gli amici, le lasagne odorano di domenica in famiglia, una crema profumata ti regala l’immagine di un’amica che non vedi da tempo. Il profumo del vino in un calice è una cosa a sè, per ogni tipologia di vino, spumante, bianco, rosè o rosso, si possono collegare momenti, stagioni diverse, occasioni, per non parlare di determinati liquori. Il profumo del Frangelico mi riporta immediatamente in un ristorante dove avevo lavorato vent’anni fa, l’amaretto invece mi catapulta in un locale di Frith street, nel quartiere di Soho a Londra.

Musica e profumi sono ben presenti nel mio libro, “Neness”: i capitoli e alcuni paragrafi si aprono con la “Song of the day”, e ultimamente ho aggiunto anche il codice qr che porta il lettore al video della canzone in questione. Nei primi capitoli ci sono solo pezzi inglesi, mentre da circa metà libro in avanti, compaiono anche pezzi americani: è stata una scelta, la musica viaggia insieme ai sentimenti della protagonista. Non potrei fare a meno della musica, per questo è così importante nel mio libro. Non posso inserire anche i profumi tra le pagine… non ancora…!!!!

I believe music and perfumes are excellent emotions conductors, the best I would say, along with images. It is proved that we’ll always keep in our hearts the music we used to listen when we were teen agers, and songs that we were listening in loop in a specific moment of our life will always take us back there. A photograph has more impact, you actually see places and faces, while music is more subtle, delicate, introspective, moving. While I drive I prefer to listen to the radio to be surprised, and often I find myself crying over an unexpected old song. Each one of us has its personal soundtrack: music is an excellent life saver.

Perfumes work in the same way: in springtime, when jasmine overwhelms us, our mind goes back to memories, places, people. Mind is really fascinating. The scent of coffee in the morning means home, the bitterness of the barbecue means friends, lasagne smell like a family Sunday, a body lotion brings back the memory of a long seen friend. The perfume of the wine in the glass has its own way of working, depending on the category, sparkling, white, rosè or red, you can connect moments, seasons, facts, as well as liquors. Frangelico brings me to a restaurant I used to work in twenty years ago, amaretto throws me in a bar in Frith Steet, Soho, London.

Music and perfumes are an important presence in my book, “Neness”: chapters open with the song of the day and lately I added the QR code that brings the reader to the video of the song. In the first chapters there are just English songs, then also American songs are featured: this is my choice, music changes with the main character attitude.

I couldn’t live without music, that’s why it’s so important in my book. I couldn’t feature perfumes in the pages….not yet…!!!

Prosecco or Champagne?

Cena (1 of 1)-9

ENGLISH BELOW!

Si, è una domanda trabocchetto. Dovrei piuttosto chiedere: metodo charmat o metodo classico?

I personaggi di “Neness”, lo so, bevono smodatamente, ma con criterio e soprattutto, bevono bene!

In vari capitoli c’è questa diatriba se sia meglio un prosecco oppure uno spumante metodo classico. Chi di voi che sta leggendo, se non siete sommelier o grandi appassionati di vino, saprebbero dirmi così su due piedi la differenza?

La faccio semplice: l’uva viene vinificata normalmente, il mosto fatto fermentare come se dovesse diventare un normale vino bianco. Durante la fermentazione, si sprigiona alcol e anidride carbonica. Poi avviene una seconda fermentazione. Per il prosecco, questa avviene in autoclave, grandi contenitori ermetici dalla capienza di diverse decine di ettolitri. Dopo un periodo che può variare, generalmente intorno ai sei mesi, il nostro spumante metodo charmat è pronto per essere messo in bottiglia. Per il metodo classico, quindi per gli Champagne, Franciacorta ecc, la seconda fermentazione avviene direttamente in bottiglia. Il processo è molto più dispendioso e delicato, il periodo di affinamento più lungo del metodo charmat, a seconda del disciplinare può variare dai 12 mesi fino a 60 o più. Si creano in bottiglia bollicine più fini e numerose, il colore dorato dopo il lungo tempo in bottiglia, i profumi più evoluti che vanno dal tostato alla crosta di pane, dalle nocciole alle alghe, un mondo infinito da scoprire. Nel metodo charmat invece di solito le bollicine sono più grossolane e i profumi più semplici. Attenzione, ho detto più semplici, no cattivi! Il prosecco, o un qualsiasi metodo charmat, ha sentori di mela, pera, glicine, fiori di campo, camomilla, note citrine. Qui entra in gioco il gusto personale e la capacità di un enologo nel fare un buon vino: preferiamo bere uno spumante giovane e fresco o uno più evoluto e complesso?

Voglio dirvi perchè Neness preferisce un buon prosecco a uno champagne: le marche di champagne che trovate al supermercato, non hanno niente da spartire con i nettari sublimi che alcuni produttori riescono a mettere in bottiglia. Così, non tutti i Franciacorta hanno le stesse caratteristiche, la stessa finezza, la stessa eleganza: a volte si rischia di trovarsi davanti un calice contenente un liquido pesante, eccessivamente profumato e di poca armonia. Purtroppo, il costo della bottiglia qui è un buon metro: uno metodo classico come si deve non può costare 10 euro… Un prosecco ben fatto, può riservare grandi sorprese: bollicine fini, profumi delicati ma intriganti, colore brillante, morbidezza e acidità perfettamemente bilanciate. Un prosecco ben fatto può costare poco, anche se non credo lo troverete al supermercato: basta andare a farsi un giro per le colline e vedere la grande quantità di piccoli produttori che vinificano con passione per creare qualità. Quindi, piuttosto che bere uno champagne di bassa qualità, preferisco bere un ottimo prosecco!

Nel libro si parla spesso di Sauvignon del nuovo mondo: sono completamente diversi dai nostri, hanno sentori di frutta esotica, ananas, mango, molto intensi e profumati. E’ uno dei vini più diffusi e prodotti in Australia e Nuova Zelanda. Ci sono produttori che, stanchi del solito Sauvignon esotico, sperimentano uvaggi o vinificazioni diverse in modo da dargli un carattere meno prorompente ma più elegante. Ho assaggiato Sauvignon eccezionali, sia tipicamente esotici che più normali. Il Sauvignon Blanc dà il meglio di sè in quelle zone dove c’è escursione termica tra i giorno e la notte, perchè questo fa fissare i profumi, rendendolo così speciale.

Come dicevo prima, il gusto personale non si discute, ci sono ormai così tante varietà e tipologie di vino che ognuno troverà il proprio. Certo ci sono vini “ruffiani”, quelli che piacciono a tutti, facili anche se di annata, immediati, e poi ci sono i vini da scoprire, quelli che magari al primo assaggio ti lasciano perplesso, che hanno bisogno di essere capiti, contestualizzati, spiegati, raccontati. Mi permetto solo un consiglio generale: nel dubbio, bevete sempre il vino prodotto nel posto dove siete, preferibilmente un vino da vitigni autoctoni. Siamo nel vecchio mondo, abbiamo un’eredità incredibile, in ogni angolo del vecchio continente c’è una tipologia autoctona, un vino da salvare dall’estinzione, qualcosa di diverso dal solito. Basta con l’ordinare vitigni internazionali, largo al Lugana, al Pigato, alla Lacrima di Morro d’Alba, allo Schioppettino, al Grillo, al Ciliegiolo, al Primitivo, alla Nosiola… Un brindisi di felice feste a tutti!

 

 

Yes, it’s a tricky question. I should ask: charmat or champenoise?

The carachters in “Neness” drink a lot, I know, but they are aware of that and they drink properly! In many chapters, there is the issue about prosecco and champagne, which is the best? I would like to ask you, reader, if you are not a sommelier or a big wine lover, can you tell me the difference between the two wines without checking on google?

I’ll keep it simple: the grape is worked regularly, as in a white wine. During fermentation, alcohol and anhydride is released. Then, there is a second fermentation. For prosecco, this happens in a hermetic autoclave, containing dozens of hectoliters of wine. After around six months, our charmat spumante is ready to be bottled. For champenoise, like Champagne or Franciacorta, the second fermentation happens directly in the bottle. The whole process is more expensive and delicate, the aging time is longer than Charmat, it could be from 12 to 60 months or more. The bubbles will be thinner and copious, the color turns to gold thank to the long time in the bottle, the scents are more evolved, like toasted bread crust, hazelnut or seaweed, a huge world to discover. With Charmat, usually bubbles are bigger and scents simpler. Careful, I said simple, not bad! Prosecco, and any charmat, has scents of apple, pear, wisteria, field flowers, chamomile, lemon. Then we have to deal with personal taste and the skills of the wine maker: do we prefer a fresh and young spumante or a more complex one? I want to tell you why Neness prefers a good prosecco: supermarket champagne labels have nothing to do with the excellent nectars of some producers. In the same way, every Franciacorta is different in elegance; sometimes you may end up with a glass of heavy spumante, too perfumed, not harmonic. Unfortunately, we also have to deal with prices: a good champenoise cannot cost 10 euros…. A well done prosecco can surprise you: tiny bubbles, delicate but intriguing perfumes, shiny color, smoothness perfectly balanced with acidity. A good prosecco can be cheap, but you won’t find it at the supermarket: just have a tour on the hills looking for small producers of quality and passion. So, rather than having a low quality champagne, I’ll have a great prosecco!

In the book, I often mention new world’s Sauvignon: they are so different, they taste of exotic fruits, pineapple, mango, very intense. It’s a very common wine in Australia and New Zealand. Some producers, tired of the usual exotic Sauvignon, experiment to have a more elegant wine. I tasted excellent Sauvignon, both exotic and regular. This grape gives its best where the temperature range changes a lot from day to night, as this fixes the perfumes making it so special.

We don’t discuss with personal taste, there are so many varieties that anybody can find its favorite. There are anyway “sycophant” wines, everybody likes them, easy, even if they are old, then there are wines to discover, wines that at the first sip leave you puzzled, you have to try again, understand it, know something about it. I just have one advice: drink the wine of the place you are visiting, preferably from autochthonous grapes. We are in the old world, we have a huge legacy, in every corner you can find a local grape variety, a wine to save, something different. So stop ordering international grapes, go with Lugana, Pigato, Lacrima di Morro d’Alba, Schioppettino, Grillo, Ciliegiolo, Primitivo, Nosiola… A toast to you, happy holidays!

LGBT

 

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Il 7 settembre 2018 l’India ha decriminalizzato l’omosessualità.

Nel giugno del 2017 la Russia ha approvato una legge contro la propaganda omosessuale tra i minori.

Sempre la Russia, ha eliminato l’omosessualità dal rango di malattia mentale solo nel 1999, e solo dal 2008 i gay possono donare sangue.

In Iran, cito gli articoli 127-130, “atti di lesbismo tra donne adulte sono puniti da 100 frustate e dopo la quarta infrazione, la punizione è la morte.” Agli uomini non va meglio.  Di solito queste leggi non vengono applicate.

In Malesia si rischia la galera fino a due anni. In Pakistan puoi venire frustato o lapidato. Tuttavia le pene realmente inflitte sono multe e incarcerazioni, ma comunque la legge è ancora lì, scritta ben chiara. Il tema gay in “Neness” è trattato in modo leggero, senza polemiche, solo accennando determinate tematiche considerate tabù in alcuni stati. E’ comunque assurdo che esistano ancora leggi e discriminazioni di questo genere: gli indiani d’America rispettavano gli omosessuali e conferivano loro capacità di chiaroveggenza. Vivevano intorno al perimetro degli accampamenti ed erano sostentati dalle altre famiglie, visto che non ne avevano una loro. Venivano aiutati nella quotidianità e rispettati. Non c’è morale in questo discorso, solo spunti di riflessione.

From September 7th 2018, homosexuality in India is legal.

On june 2017, Russia approved a law against homosexual propaganda with minors.

In Russia again, homosexuality is not a mental illness only since 1999 and only since 2008 gays can donate blood.

In Iran, law article 127-130 the punishment for female same-sex sexual activity is 50 lashes, the death sentence will apply on the fourth occasion. Men’s situation is not any brighter. These laws are not generally implemented. In Malaysia a gay may go to jail for two years. In Pakistan you may be lashed or stoned. Actually you may get just a fine or be imprisoned but the law still exists. In the book “Neness” I write about gay world in a light way, without debating, just a hint of what’s considered taboo in some countries. I anyway find absurd such laws and discriminations still exist: American Indians used to respect homosexuals and though they could foresee events. They were allowed to live around the camp and other families used to take care of them for food and other needs, as they didn’t have a family of their own. They were cared for and respected.

There is no moral in this, just a starting point for one’s considerations.