Domande…Questions…

Londra (1 of 1)

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Sono single e ho 43 anni. Non ho figli. Ho un cane che adoro ma che faccio fatica a gestire. Quando io e il mio ex ci siamo separati, lui si è tenuto uno dei nostri due cani e io l’altro. Quindi mi sono trovata single con un cane da gestire, che ogni tanto migra verso le case di mia mamma o di mia sorella o della dog sitter nei periodi in cui sono troppo impegnata col lavoro. Però non volevo parlare di cani, ma di me.

Vivo in una condizione strana, disillusa quasi completamente sul fronte coppia, penso che non avrò mai figli e anche se non li ho mai voluti, ora mi dispiace essermi privata di questa esperienza unica. A volte mi sento sola, a volte mi sembra di essere una privilegiata: mangio come e quando voglio, vado dove voglio, sono in completa autogestione. Sono felice? Sono infelice? Ho bisogno di un uomo? Dove voglio andare? Qual’è la mia meta? O la mia metà… esiste o sono solo invenzioni colorite per dar vita a romanzi? Siamo fatti per vivere tutta la vita con la stessa persona? Lo so che la famiglia del mulino bianco non esiste, ma è possibile vivere bene, in coppia, senza avere rimorsi o rimpianti?

Mi sentirò sempre insoddisfatta perchè non ho avuto figli? I progetti collaterali come la scrittura, la fotografia, il lavoro, riusciranno a riempire le mie giornate e a farmi sentire bene? Le amicizie che ho sparso in tutta Italia e in giro per il mondo sono vere anche se non ci vediamo spesso e anche se siamo lontane? Perchè cerchiamo sempre il senso della vita se già sappiamo che niente ha senso? Abbiamo già perso tutto, siamo destinati a morire, e allora perchè ci danniamo l’anima per guadagnare di più, per assicurarci un gruzzoletto da parte, per avere più cose, invece di goderci il tempo a disposizione con le persone che amiamo?

Perchè ci lasciamo condizionare dalle storie passate precludendoci di affrontare il futuro col cuore aperto? Perchè allontaniamo sempre le persone sbagliate? Perchè andando avanti con gli anni diventiamo ciniche? Perchè non posso sentire le farfalle nello stomaco come anni fa? Perchè non ho una folta chioma di capelli? Perchè la casa si riempie di polvere ad una velocità inaudita? Perchè non sono meritevole di un amore da favola? Perchè le favole non esistono? Perchè pensiamo così tanto?

 

Perchè le donne sentono il bisogno di esternare i loro pensieri e gli uomini parlano invece di cavolate? Perchè Chris Cornell si è suicidato, cavolo?!?? Perchè la musica del pianoforte mi piace così tanto? Perchè c’è gente che non apprezza “Cent’anni di solitudine” di Marquez? Perchè il sassicaia è così buono e costa così tanto?

Vado a fare la pennichella…

I’m single and I am 43. I don’t have kids. I have a dog and I take care of him with efforts. When me and my ex split up, he kept one dog and I kept the other one. That’s why I’m single with a dog to handle, and he goes sometimes at my sister’s or at my mother’s when I’m too busy at work. But I didn’t mean to talk about dogs, but to talk about me. 

I am in a weird moment, disenchanted about relationships, I never wanted to have kids but now I guess I am going to regret this lack as an experience. Sometimes I feel lonely, sometimes I feel great: I eat when I want, I go where I want, whenever. Am I happy? Unhappy? Do I need a man? Where do I want to go? Where’s my destination? …or my destiny…Does love exist or is it just something made up to write romance? Are we born to live our whole life with the same person? I know the perfect family doesn’t exixt, but is it possible to have a relationship without regrets or remorse?

Will I always feel unsatisfied because I don’t have kids? Will my hobbies like photography and writing fill my life and give me peace? Are my frienships spread around the world real even if we are far away? Why are we always looking for the meaning of life if we know it doesn’t exist? We already lost all we have, we know we have to die, so why do we struggle to earn more, to pile up money instead of enjoying time with our loved ones? 

Why do our past relationships influence us to the point we cannot face the future with an open heart? Why do we chase away the wrong persons? Why do we get more cynical with time? Why can’t I shiver like when I was a teen-ager? Why is my hair so thin? Why is dust filling the house so fast? Why I am not worth a fairy-tale love? Why fairy-tales don’t exist? Why do we think so much?

Why women need to talk about their feelings and men about bullshit? Why did Chris Cornell commit suicide, damn! Why do I like so much piano music? How comes some people don’t like “100 years of solitude” by Marquez? Why is Sassicaia so good and so expensive?

I’m going to take a nap.

 

 

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Chapter 9: Song of the Day: “Lonely Planet”, The The

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Da piccola portavo sempre a casa i gatti randagi che trovavo per strada. Per lo più erano gattini e li vedevo crescere, davo loro latte, cibo e coccole finché diventavano dei bei gattoni. Non mi era permesso tenere i gatti in casa, quindi vivevano nel grande giardino. Ogni tanto li portavo in casa di nascosto quando non c’erano i miei genitori, li tenevo con me nella mia camera a giocare, o li mettevo in garage nelle notti troppo fredde. Adoravo i miei gatti. Ciclicamente il gatto presente in quel momento spariva, io lo cercavo, lo chiamavo urlando il suo nome, per giorni, ma il gatto non si faceva più vedere. Allora mia mamma ha iniziato a raccontarmi che il mio bel gattone aveva trovato una bella micia, si erano sposati ed erano andati a vivere insieme. Ero sempre molto triste, dopo tutto l’amore che gli avevo dato, avrebbe potuto almeno salutarmi. E puntualmente tornavo a casa con un altro randagio e la storia si ripeteva, finché un giorno, durante le mie ricerche del gatto scomparso, sono stata proprio io a trovarlo senza vita nel nostro grande giardino. A quel punto mia mamma non ha più potuto inventare storie romantiche. Erano tutte bugie, non c’era nessuna bella micetta, c’erano solo automobili infernali che andavano troppo veloci o i cani dei vicini di casa in agguato.

Avevo già capito che doveva esserci una fregatura da qualche parte, ma questa era troppo grande per essere vera: tu nasci, cresci, costruisci, impari, ami, vivi e a un certo punto, tutto ti viene tolto. Ma attenzione, non ti è dato sapere quando, è una roulette russa, potresti campare cent’ anni, ma potresti anche non arrivare ai venti. Ma tu devi comunque fare la tua vita, risparmiare soldi per la vecchiaia, altrimenti sai che schifo, comprare una casa, lavorare cinquanta ore alla settimana per pagare i debiti e mantenere il tuo stile di vita. Per cosa? Per poi scomparire nel nulla in un secondo. No, non può essere, se fosse davvero così dovremmo tutti vivere vicino al mare cibandoci di noci di cocco e fregandocene di tutto il resto. E invece no. Devi studiare, lavorare, soffrire e morire. Che storia è questa? Come abbiamo fatto a ridurre così l’umanità, schiavi delle nostre invenzioni e senza la percezione della vera importanza e unicità della vita stessa? E allora basta coi “se” e coi “ma”, basta coi musi lunghi, la vita è questa e basta, nessun rewind, bisogna essere felici adesso e se non lo siamo meglio pensarci su e capire cosa non va.

-Grazie all’album “Dusk” dei The The che da decenni continua ad ispirarmi

When I was little I used to bring stray cats home. They were kittens most of the times, so I could see them grow, I was feeding them, giving milk and cuddles till they grew big cats. I wasn’t allowed to keep them inside the house, so they used to live in the garden. Sometimes when my parents were out, I used to bring them inside, to play with them in my bedroom, or I was hiding them in the garage in the coldest nights. I loved my cats. Then occasionally the cat who was with us was missing, I used to look for it, screaming its name, for days, but the cat never showed up again. So my mum was telling me that my big cat found a nice lady cat, got married and went to live together. I was really sad when this was happening, I gave the cat all my love and it didn’t say good bye before leaving. I would soon bring home another cat and the story would start again, until one day, looking for the missing cat, I found its lifeless body in the big garden. So my mom couldn’t make up some romantic stories. They were just lies, there was no lady cat but fast cars and the neighbour’s dog awaiting.

I already sensed there was something that wasn’t adding up, but this was too much to be real: you born, grow, build, learn, love, live, then, at a designated moment, everything is taken away from you. Careful though, you don’t get to know when, it’s like a Russian roulette, you may live a hundred years or you may not get to twenty. You must live your life anyway, save money for the old age, or you won’t cope, buy a house, work fifty hours per week to pay the loans and have your lifestyle. What for? To disappear in a second. It can’t be real, if it was, we all should live by the sea eating coconuts and not giving a shit about anything. But it’s not. You must study, work, suffer and die. What’s this story? How did we get to this stage, slaves of our creations, careless about the real importance of life? No more “ifs” or “buts”, no more sad faces, this is our life, no rewind, we have to be happy now and if we are not, we should think over it to understand what’s wrong.

Thanks to the album “Dusk” by The The for the neverending inspiration