Prosecco or Champagne?

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Si, è una domanda trabocchetto. Dovrei piuttosto chiedere: metodo charmat o metodo classico?

I personaggi di “Neness”, lo so, bevono smodatamente, ma con criterio e soprattutto, bevono bene!

In vari capitoli c’è questa diatriba se sia meglio un prosecco oppure uno spumante metodo classico. Chi di voi che sta leggendo, se non siete sommelier o grandi appassionati di vino, saprebbero dirmi così su due piedi la differenza?

La faccio semplice: l’uva viene vinificata normalmente, il mosto fatto fermentare come se dovesse diventare un normale vino bianco. Durante la fermentazione, si sprigiona alcol e anidride carbonica. Poi avviene una seconda fermentazione. Per il prosecco, questa avviene in autoclave, grandi contenitori ermetici dalla capienza di diverse decine di ettolitri. Dopo un periodo che può variare, generalmente intorno ai sei mesi, il nostro spumante metodo charmat è pronto per essere messo in bottiglia. Per il metodo classico, quindi per gli Champagne, Franciacorta ecc, la seconda fermentazione avviene direttamente in bottiglia. Il processo è molto più dispendioso e delicato, il periodo di affinamento più lungo del metodo charmat, a seconda del disciplinare può variare dai 12 mesi fino a 60 o più. Si creano in bottiglia bollicine più fini e numerose, il colore dorato dopo il lungo tempo in bottiglia, i profumi più evoluti che vanno dal tostato alla crosta di pane, dalle nocciole alle alghe, un mondo infinito da scoprire. Nel metodo charmat invece di solito le bollicine sono più grossolane e i profumi più semplici. Attenzione, ho detto più semplici, no cattivi! Il prosecco, o un qualsiasi metodo charmat, ha sentori di mela, pera, glicine, fiori di campo, camomilla, note citrine. Qui entra in gioco il gusto personale e la capacità di un enologo nel fare un buon vino: preferiamo bere uno spumante giovane e fresco o uno più evoluto e complesso?

Voglio dirvi perchè Neness preferisce un buon prosecco a uno champagne: le marche di champagne che trovate al supermercato, non hanno niente da spartire con i nettari sublimi che alcuni produttori riescono a mettere in bottiglia. Così, non tutti i Franciacorta hanno le stesse caratteristiche, la stessa finezza, la stessa eleganza: a volte si rischia di trovarsi davanti un calice contenente un liquido pesante, eccessivamente profumato e di poca armonia. Purtroppo, il costo della bottiglia qui è un buon metro: uno metodo classico come si deve non può costare 10 euro… Un prosecco ben fatto, può riservare grandi sorprese: bollicine fini, profumi delicati ma intriganti, colore brillante, morbidezza e acidità perfettamemente bilanciate. Un prosecco ben fatto può costare poco, anche se non credo lo troverete al supermercato: basta andare a farsi un giro per le colline e vedere la grande quantità di piccoli produttori che vinificano con passione per creare qualità. Quindi, piuttosto che bere uno champagne di bassa qualità, preferisco bere un ottimo prosecco!

Nel libro si parla spesso di Sauvignon del nuovo mondo: sono completamente diversi dai nostri, hanno sentori di frutta esotica, ananas, mango, molto intensi e profumati. E’ uno dei vini più diffusi e prodotti in Australia e Nuova Zelanda. Ci sono produttori che, stanchi del solito Sauvignon esotico, sperimentano uvaggi o vinificazioni diverse in modo da dargli un carattere meno prorompente ma più elegante. Ho assaggiato Sauvignon eccezionali, sia tipicamente esotici che più normali. Il Sauvignon Blanc dà il meglio di sè in quelle zone dove c’è escursione termica tra i giorno e la notte, perchè questo fa fissare i profumi, rendendolo così speciale.

Come dicevo prima, il gusto personale non si discute, ci sono ormai così tante varietà e tipologie di vino che ognuno troverà il proprio. Certo ci sono vini “ruffiani”, quelli che piacciono a tutti, facili anche se di annata, immediati, e poi ci sono i vini da scoprire, quelli che magari al primo assaggio ti lasciano perplesso, che hanno bisogno di essere capiti, contestualizzati, spiegati, raccontati. Mi permetto solo un consiglio generale: nel dubbio, bevete sempre il vino prodotto nel posto dove siete, preferibilmente un vino da vitigni autoctoni. Siamo nel vecchio mondo, abbiamo un’eredità incredibile, in ogni angolo del vecchio continente c’è una tipologia autoctona, un vino da salvare dall’estinzione, qualcosa di diverso dal solito. Basta con l’ordinare vitigni internazionali, largo al Lugana, al Pigato, alla Lacrima di Morro d’Alba, allo Schioppettino, al Grillo, al Ciliegiolo, al Primitivo, alla Nosiola… Un brindisi di felice feste a tutti!

 

 

Yes, it’s a tricky question. I should ask: charmat or champenoise?

The carachters in “Neness” drink a lot, I know, but they are aware of that and they drink properly! In many chapters, there is the issue about prosecco and champagne, which is the best? I would like to ask you, reader, if you are not a sommelier or a big wine lover, can you tell me the difference between the two wines without checking on google?

I’ll keep it simple: the grape is worked regularly, as in a white wine. During fermentation, alcohol and anhydride is released. Then, there is a second fermentation. For prosecco, this happens in a hermetic autoclave, containing dozens of hectoliters of wine. After around six months, our charmat spumante is ready to be bottled. For champenoise, like Champagne or Franciacorta, the second fermentation happens directly in the bottle. The whole process is more expensive and delicate, the aging time is longer than Charmat, it could be from 12 to 60 months or more. The bubbles will be thinner and copious, the color turns to gold thank to the long time in the bottle, the scents are more evolved, like toasted bread crust, hazelnut or seaweed, a huge world to discover. With Charmat, usually bubbles are bigger and scents simpler. Careful, I said simple, not bad! Prosecco, and any charmat, has scents of apple, pear, wisteria, field flowers, chamomile, lemon. Then we have to deal with personal taste and the skills of the wine maker: do we prefer a fresh and young spumante or a more complex one? I want to tell you why Neness prefers a good prosecco: supermarket champagne labels have nothing to do with the excellent nectars of some producers. In the same way, every Franciacorta is different in elegance; sometimes you may end up with a glass of heavy spumante, too perfumed, not harmonic. Unfortunately, we also have to deal with prices: a good champenoise cannot cost 10 euros…. A well done prosecco can surprise you: tiny bubbles, delicate but intriguing perfumes, shiny color, smoothness perfectly balanced with acidity. A good prosecco can be cheap, but you won’t find it at the supermarket: just have a tour on the hills looking for small producers of quality and passion. So, rather than having a low quality champagne, I’ll have a great prosecco!

In the book, I often mention new world’s Sauvignon: they are so different, they taste of exotic fruits, pineapple, mango, very intense. It’s a very common wine in Australia and New Zealand. Some producers, tired of the usual exotic Sauvignon, experiment to have a more elegant wine. I tasted excellent Sauvignon, both exotic and regular. This grape gives its best where the temperature range changes a lot from day to night, as this fixes the perfumes making it so special.

We don’t discuss with personal taste, there are so many varieties that anybody can find its favorite. There are anyway “sycophant” wines, everybody likes them, easy, even if they are old, then there are wines to discover, wines that at the first sip leave you puzzled, you have to try again, understand it, know something about it. I just have one advice: drink the wine of the place you are visiting, preferably from autochthonous grapes. We are in the old world, we have a huge legacy, in every corner you can find a local grape variety, a wine to save, something different. So stop ordering international grapes, go with Lugana, Pigato, Lacrima di Morro d’Alba, Schioppettino, Grillo, Ciliegiolo, Primitivo, Nosiola… A toast to you, happy holidays!